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Salute
27 Gennaio 2026 - 10:52
Giovanni Docimo, ordinario di chirurgia generale, responsabile della Thyroid unit dell’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli
Le patologie tiroidee rappresentano un tema di sanità pubblica di grande rilevanza: circa il 10% della popolazione soffre di questa patologia. L’incidenza dei noduli tiroidei in Italia supera il 50%; i tumori maligni della tiroide sono la prima neoplasia del sistema endocrino per frequenza.
L’XI workshop di aggiornamento in chirurgia tiroidea, appuntamento scientifico di livello nazionale, dedicato alle patologie tiroidee e alle loro complesse implicazioni diagnostiche, terapeutiche e chirurgiche vedrà impegnati a Napoli il 29 e 30 gennaio i principali specialisti italiani.
Il titolo dell’edizione 2026, 50 sfumature di grigio, richiama volutamente le numerose zone di incertezza clinica e decisionale che ancora caratterizzano la gestione di queste patologie, nonostante l’esistenza di linee guida nazionali e internazionali.
Presidente del congresso e organizzatore dell’evento è il professore Giovanni Docimo, ordinario di chirurgia generale, responsabile della Thyroid unit dell’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli, past president della Società italiana di Endocrinochirurgia (Siuec).
“È un orgoglio presentare il workshop di aggiornamento in chirurgia tiroidea giunto all’XI edizione - dichiara Docimo - che quest’anno si impreziosisce della partecipazione attiva dell’Associazione Medici Endocrinologi (Ame). Ringrazio anche la Società italiana unitaria di endocrinochirurgia (Siuec) e la Società italiana di chirurgia (Sic), che confermano la loro presenza e il loro patrocinio.
Negli ultimi venti anni la diagnostica, la cura e le indicazioni chirurgiche delle patologie tiroidee sono profondamente cambiate, ma permangono molte ‘zone grigie’ che portano a decisioni diverse e non sempre univoche. L’approccio multidisciplinare rappresenta oggi il vero gold standard per individuare il trattamento più idoneo per ogni paziente”.
Negli ultimi anni, l’evoluzione delle metodiche diagnostiche e terapeutiche ha consentito tassi di guarigione molto elevati e percorsi sempre più personalizzati, basati sulla stratificazione del rischio e sulla centralità del paziente. Tuttavia, restano ancora aperti interrogativi cruciali: qual è la terapia giusta? Quando intervenire chirurgicamente? Quale tecnica scegliere? Quali sono le reali novità in ambito diagnostico e terapeutico? quando e dove indirizzare il paziente? A questi interrogativi proverà a dare risposta il workshop partenopeo.
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