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Consiglio, manca numero legale: rinviato il voto per la costituzione di “Patrimonio Spa"

Il provvedimento è stato illustrato in Aula dall'assessore Pier Paolo Baretta

Consiglio, manca numero legale: rinviato il voto per la costituzione di “Patrimonio Spa"

Il Consiglio comunale di Napoli ha rinviato, per mancanza del numero legale, la votazione della deliberazione relativa alla costituzione di "Napoli Patrimonio S.p.A.", società interamente pubblica partecipata indirettamente dal Comune tramite Napoli Holding.

Il provvedimento, illustrato in Aula dall'assessore al Bilancio e al Patrimonio Pier Paolo Baretta, ricorda una nota dell'Ente, si inserisce «nel percorso di riordino del sistema delle società partecipate avviato dall'Amministrazione in coerenza con gli impegni assunti con il Governo attraverso il Patto per Napoli. La proposta prevede la costituzione di una nuova società per azioni destinata alla gestione, manutenzione, valorizzazione e dismissione del patrimonio immobiliare comunale a reddito o potenzialmente produttivo di reddito, in parallelo al riassetto funzionale di Napoli Servizi e al rafforzamento organizzativo della holding comunale».

Nel corso della discussione sono emerse valutazioni articolate da parte dei gruppi consiliari. Il consigliere Sergio D'Angelo (Napoli Solidale Europa Verde Difendi la città) ha espresso preoccupazione per l'impianto della delibera, ritenendo che la scelta possa rischiare di indebolire, anziché rafforzare, l'azione dell'Amministrazione.

Ha sostenuto che sarebbe stato opportuno prevedere nello statuto della nuova società un fondo straordinario dedicato alla ristrutturazione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica, destinando i proventi dell'attività a favore del patrimonio residenziale pubblico.

In presenza di tali caratteristiche, ha dichiarato che il voto sarebbe stato favorevole; in assenza del recepimento delle indicazioni emerse in Consiglio, ha chiesto di rinviare la votazione del provvedimento per rivederne i contenuti. Rosario Andreozzi (Napoli Solidale Europa Verde Difendi la città) ha richiamato le obiezioni già sollevate sulla delibera, criticando in particolare il ricorso al lavoro interinale in Napoli Servizi e l'affidamento a una società esterna per la sua riorganizzazione.

Dopo che l'aula ha respinto a maggioranza la proposta di rinvio avanzata dal consigliere D'Angelo, Gennaro Acampora (Pd) ha espresso la proposta di sospendere i lavori e ha osservato che «non esiste un modello perfetto di gestione del patrimonio immobiliare, ma occorre evidenziare e affrontare le criticità, a partire dalla divisione di competenze tra la nuova società e il servizio Politiche per la casa».

La newco, ha sottolineato, «deve diventare un punto di riferimento efficace per i cittadini e superare i limiti, in termini di risorse umane ed economiche, che hanno condizionato negli anni l'operatività di Napoli Servizi».

Iris Savastano (Fi) ha ripercorso le fasi che hanno portato alla definizione della delibera, ricordando come perplessità siano state espresse sin dall'inizio sia in maggioranza sia in opposizione.

Ha chiesto chiarimenti sul mancato contestuale deposito del piano di rilancio di Napoli Servizi e del piano industriale della newco, sull'insufficienza delle risorse umane, sul rapporto tra la nuova società e Invimit e sulle modalità con cui sarà garantito il potere di controllo del Comune.

Massimo Pepe (Azzurri Noi Sud Napoli Viva) ha condiviso la proposta di sospensione dei lavori per approfondire gli aspetti critici del provvedimento e ha riconosciuto il lavoro svolto negli anni da Napoli Servizi nonostante le difficoltà. Il patrimonio pubblico, ha evidenziato, «deve essere uno strumento di coesione sociale e non finalizzato alla mera valorizzazione economica. Occorre definire con chiarezza obiettivi, compiti della newco e sistema dei controlli, riducendo ogni margine di discrezionalità nelle scelte gestionali».

Salvatore Guangi (Fi) ha sottolineato che non si possono attribuire responsabilità a Napoli Servizi per le criticità nella gestione del patrimonio, considerate le risorse limitate di cui ha potuto disporre. Ha inoltre evidenziato che le perplessità emerse anche all'interno della maggioranza richiedono un'attenzione particolare sulle scelte da compiere.

Nella replica, Baretta ha richiamato il lungo iter che ha portato la delibera all'esame dell'Aula e ha parlato di due equivoci di fondo. Il primo, ancora la nota stampa, riguarda l'eventuale indebolimento di Napoli Servizi: la società, ha ricordato, ha subito nel tempo scelte politiche che ne hanno condizionato il percorso, determinandone un progressivo affaticamento.

L'obiettivo dell'Amministrazione è assicurare una mission strategica chiara a una società fondamentale per il Comune, distinta però dalla gestione del patrimonio. La riorganizzazione in atto, ha precisato, è orientata al rilancio e non al depauperamento, ed è condotta senza crisi aziendali, circostanza non frequente in operazioni di questo tipo. 

Napoli Servizi e Napoli Patrimonio, ha aggiunto, svolgeranno missioni paritarie ma differenziate, con una migliore articolazione delle funzioni. Il secondo equivoco riguarda l'idea che la nuova società sia uno strumento per fare cassa.

L'obiettivo, ha ribadito, non è questo, bensì «rafforzare la capacità gestionale e organizzativa del Comune in una fase di trasformazione della città».

A seguito della replica dell'assessore, l'Aula ha approvato all'unanimità una sospensione dei lavori per consentire ulteriori approfondimenti tra i gruppi consiliari e l'Amministrazione. Alla ripresa, presenti 23 consiglieri, Sergio D'Angelo ha ribadito la contrarietà del gruppo “Napoli Solidale - Europa Verde Difendi la città" al testo della delibera, annunciando l'uscita dall'Aula e auspicando un confronto con il sindaco per approfondire il tema.

Prima di lasciare i lavori, il capogruppo ha chiesto la verifica del numero legale. All'esito della verifica, con 18 consiglieri presenti, la presidente del Consiglio comunale Enza Amato ha dichiarato sciolta la seduta per mancanza del numero legale. 

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