Tutte le novità
L'intervento
25 Febbraio 2026 - 11:05
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella è arrivato a Napoli, a Castel Capuano, per prendere parte alla cerimonia di inaugurazione dell'anno formativo 2026 della Scuola Superiore della Magistratura.
Ad accoglierlo il presidente della Regione Campania Roberto Fico e il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi. Il programma prevede gli interventi del vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, Fabio Pinelli, del viceministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto, e della presidente della Scuola, Silvana Sciarra.
All'evento partecipano, oltre alle autorità istituzionali e giudiziarie, anche alcuni studenti dell'ultimo anno del liceo classico Renato Cartesio di Giugliano in Campania, del liceo di Scienze umane, economiche e sociali Elsa Morante e del liceo scientifico Piero Calamandrei di Napoli.
Ad aprire la cerimonia il quartetto d'archi dei professori d'orchestra del teatro San Carlo, composto da Salvatore Lombardo, Pasquale Murino, Andrea De Martino e Alberto Senatore, con l'esecuzione dell'inno italiano.
Pinelli: «Tutti giudici, siamo nell'era della giustizia mediatica»
«Nell'era in cui tutti si ergono a giudici sui più diversi argomenti dove la prudenza non sembra essere un costume di vita, dove i più sembrano avere il dono delle certezze incrollabili e della propria infallibilità, nell'era della giustizia mediatica, nella quale questioni delicatissime sono affrontate in maniera superficiale e spesso faziosa (pensando più allo share che ai contenuti), nell'era dove ciascuno di noi sembra doversi piegare alla banalizzazione per rincorrere affannosamente e illusoriamente la velocità degli scambi informativi, la Scuola resta un presidio che meritoriamente tramanda la cultura del dubbio, fondamento etico e metodologico della funzione giudiziaria». Lo dice il vicepresidente del Csm Fabio Pinelli nel suo intervento.
Sisto: «Confronto nel dialogo, no a patibolo virtuale»
«Ci si confronti pure nel dialogo, con sano agonismo argomentativo, con spirito critico e garbatamente polemico, ma che nessuno pensi e materializzi, nemmeno per un attimo, un patibolo virtuale per chi ha un'opinione diversa dalla propria». È il monito del vice ministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto durante il suo intervento.
«Il principio di leale collaborazione nella sua forma più estensiva - ha detto Sisto - deve essere l'anima, ovvero il dolo specifico, di ogni scelta pubblica».
«Certo, l'articolo 21 protegge nel nostro straordinario paese il diritto di esprimere le proprie idee, presupposto inossidabile della libertà a noi così cara. Quella libertà - ha ricordato Sisto - che nel 1787 Mario Pagano difese, sostenendo nobili principi, quale la terzieta' del giudice, la pubblicità e l'oralità del processo, l'abolizione della tortura, lui avvocato dei poveri presso il tribunale dell'ammiragliato. Fu giustiziato per le sue idee nell'ottobre del 1799, a pochi passi da qui».
«Memori di quel martirio, specifico e speciale per luoghi e contenuti, - ha concluso Sisto - ci si confronti pure nel dialogo, con sano agonismo argomentativo, con spirito critico e garbatamente polemico, ma che nessuno pensi e materializzi, nemmeno per un attimo, un patibolo virtuale per chi ha un'opinione diversa dalla propria».
Copyright @ - Nuovo Giornale Roma Società Cooperativa - Corso Garibaldi, 32 - Napoli - 80142 - Partita Iva 07406411210 - La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo - Il giornale aderisce alla FILE (Federazione Italiana Liberi Editori) e all'IAP (Istituto di autodisciplina pubblicitaria) Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte di questo giornale può essere riprodotta con alcun mezzo e/o diffusa in alcun modo e a qualsiasi titolo