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26 Febbraio 2026 - 08:27
NAPOLI. Ieri mattina a Napoli il cantiere del Sin Bagnoli-Coroglio è stato teatro di eventi contrastanti che hanno visto da un lato il sopralluogo istituzionale delle massime autorità cittadine e dall'altro la protesta accesa dei residenti, aggravata da un improvviso guasto alle infrastrutture del quartiere. Il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, accompagnato dalla vicesindaca Laura Lieto, dalla presidente del Consiglio comunale Enza Amato e dalla Commissione Urbanistica guidata da Massimo Pepe, ha ispezionato l'area per verificare lo stato di avanzamento della sigillatura della colmata.
Il progetto mira a trasformare quello che Manfredi ha definito un luogo negato ai napoletani per 35 anni in una grande piazza pubblica affacciata sul mare. Il sindaco ha espresso soddisfazione per la rapidità dei lavori, sottolineando come l'intervento permetterà di realizzare due grandi spiagge laterali, restituendo finalmente l'accesso al mare pubblico e sicuro alla zona occidentale di Napoli. Secondo quanto riscontrato dalla Commissione il cantiere risulterebbe in perfette condizioni e conforme alle norme di sicurezza.
Entro l'estate è prevista la recinzione dell'area e la creazione di due piscine naturali balneabili attorno al pontile centrale. La presidente Amato e il presidente Pepe hanno ribadito l'importanza del monitoraggio costante su quella che considerano una delle operazioni di riqualificazione urbana più rilevanti a livello europeo, promettendo trasparenza totale verso la cittadinanza di Napoli. In netto contrasto con la visione istituzionale, un gruppo di abitanti e attivisti della rete "No America’s Cup" ha organizzato un presidio agli incroci di via Nuova Agnano e via Cocchia, bloccando il transito dei camion diretti al cantiere. I manifestanti contestano duramente la sigillatura della colmata, definendola una nuova cementificazione forzata tramite migliaia di metri cubi di calcestruzzo su un "mostro" di rifiuti industriali che andrebbe invece rimosso.
La richiesta dei comitati di Napoli è il blocco immediato dei lavori e la cancellazione dei dragaggi, considerati potenziali cause di un nuovo disastro ambientale. Gli attivisti chiedono che il Consiglio comunale monotematico del prossimo 3 marzo si svolga solo dopo un reale ascolto dei cittadini, rifiutando qualunque "passerella" politica sul territorio senza l'interruzione dei cantieri. Il loro "no" alla competizione velica è stato presentato come un "sì" alla spiaggia pubblica, al bosco e a un mare realmente disinquinato.
A rendere ancora più tesa la situazione a Napoli Bagnoli è stata la rottura della condotta idrica principale, che ha lasciato improvvisamente senz'acqua abitazioni, negozi e scuole. Il disagio è stato tale da costringere gli istituti scolastici a diffondere circolari urgenti per invitare i genitori di Napoli a prelevare immediatamente i figli, data l'impossibilità di garantire i servizi igienici e i pasti. Mentre si attende l'intervento dei tecnici per il ripristino del servizio, l'episodio ha alimentato ulteriormente la preoccupazione e la rabbia dei residenti per l'impatto dei cantieri sulla vita quotidiana del quartiere.
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