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La denuncia
03 Marzo 2026 - 15:48
Al Secondo Policlinico di Napoli si sta svolgendo l'autopsia sul corpo del piccolo Domenico Caliendo, il bimbo di due anni morto al Monaldi lo scorso 21 febbraio dopo un trapianto con un cuore danneggiato.
L'esame è cominciato dopo la conclusione dell'incidente probatorio durato oltre tre ore davanti al giudice Mariano Sorrentino che ha conferito gli incarichi ai periti che avranno 120 giorni di tempo per fornire le loro conclusioni. Si tornerà in aula l'11 settembre.
L'INCIDENTE PROBATORIO
«È stata un un'apertura sul dibattimento molto grande, quindi non è stato, diciamo, il solito incidente probatorio. Entrando un po' più nel merito sono stati dati quattro mesi ai periti, 120 giorni da oggi, per sviluppare la propria relazione», riferisce l'avvocato Francesco Petruzzi, che rappresenta la famiglia di Domenico.
L'udienza davanti al gip finita intorno alle 13.30 era iniziata questa mattina alle 10. Secondo quanto riferito dall'avvocato Petruzzi, la salma di Domenico verrà liberata in serata. Per quanto riguarda i quesiti, l'avvocato precisa: «Questa difesa non ha ritenuto di integrarli perché quelli posti dal gip coprono un ventaglio di momenti che vanno dagli albori fino alla fine di questa storia, che non lasciano campo a nessuna interpretazione o ambiguità anche su quanto accaduto a Bolzano».
IL GIALLO DEL GHIACCIO SECCO
Intanto la difesa della dottoressa Gabriella Farina, uno dei due membri dell'equipe che il 23 dicembre 2025 dal Monaldi si è recata a Bolzano per l'espianto del cuore destinato a Domenico, chiederà alla Procura di Napoli di approfondire la circostanza secondo cui all'ospedale di Bolzano i cartelli indicanti la presenza del ghiaccio secco nei contenitori dai quali è stato prelevato il ghiaccio per il trasporto del cuore destinato a Domenico, siano stati affissi solo in un secondo momento, dopo l'apertura delle indagini sulla morte del bimbo.
«È un aspetto che va assolutamente approfondito», spiegano gli avvocati Anna Maria Ziccardi e Dario Gagliano, legali della dottoressa Farina. L'utilizzo del ghiaccio secco nella box che ha trasportato il cuore a Napoli sarebbe l'elemento decisivo per il danneggiamento dell'organo, giunto nella sala operatoria del Monaldi quando era ormai inutilizzabile.
IL CARTELLO
Il ghiaccio secco è stato fornito da una oss dell'ospedale di Bolzano su richiesta del team napoletano per «riempire» la box destinata al trasporto del cuore. Dalle foto mostrate nel corso della trasmissione “Lo stato delle cose" su Raitre il contenitore del ghiaccio viene mostrato in due momenti diversi, prima senza cartelli e in un secondo momento con dei cartelli con segnalazioni di sicurezza che, secondo i legali, sarebbero stati apposti solo dopo il trapianto al centro delle indagini della Procura di Napoli.
«È un fatto che siano stati modificati i luoghi» sottolineano i legali.
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