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Sanità
03 Marzo 2026 - 20:18
Domenico Esposito
«Dalle parole ai fatti: sulla pediatria del San Paolo servono atti pubblici, tempi certi e garanzie verificabili». È la posizione del Movimento Qualità della Vita sul destino del presidio pediatrico dell’ospedale San Paolo, riferimento per migliaia di famiglie tra Fuorigrotta e Bagnoli.
«Parliamo di un punto di accesso rapido quando un bambino ha febbre alta, crisi respiratorie, disidratazione, traumi, convulsioni. In questi casi il tempo non è un dettaglio: è parte della cura», afferma Domenico Esposito, leader del Movimento.
«Togliere o indebolire un presidio indispensabile – per un bacino che stimiamo intorno alle 200 mila persone – con motivazioni oscillanti tra “lavori" e “carenza di medici" significa creare un vuoto che la rete attuale faticherebbe a reggere. E senza atti chiari, il “temporaneo" rischia di diventare definitivo».
Il Movimento richiama una linea portata avanti da anni: «provvedimenti a misura di persona e di territorio», con l’obiettivo di rendere i servizi più vicini, ridurre spostamenti inutili, alleggerire la pressione sulla mobilità urbana e migliorare la vivibilità. Da qui la proposta: una rete pediatrica programmata e garantita «municipalità per municipalità», con presìdi efficienti, risorse e personale adeguati.
Secondo il Movimento, la questione è strutturale, non solo logistica: «Spostare una pediatria da un’area densamente popolata verso strutture già sotto pressione significa aumentare distanze e tempi di accesso, scaricando il rischio sulle famiglie e sul sistema» sottolinea Esposito.
Nel documento, il Movimento colloca il caso del San Paolo nel quadro del divario sanitario: i dati richiamati dal Rapporto SVIMEZ indicano che nel 2021 la spesa sanitaria pubblica pro capite è stata pari a 2.140 euro in media nazionale, con 1.818 euro in Campania. «Quando i servizi si indeboliscono, cresce la mobilità sanitaria: i cittadini vanno altrove e con loro si spostano risorse e fiducia. È un circuito che va spezzato», osserva Esposito.
La richiesta alla Regione Campania è operativa: tre elementi «semplici e controllabili»: l’atto che dispone l’eventuale trasferimento (motivazioni, durata, condizioni di rientro); il cronoprogramma dei lavori e la soluzione ponte, con date; il piano organici (quanti pediatri mancano, coperture turni, reclutamenti o convenzioni attive). «In sanità non bastano comunicazioni generiche: servono atti e date», rimarca Esposito.
Anche in uno scenario emergenziale, il Movimento chiede metodo: «Prima si garantisce la capacità, poi si sposta la domanda. Se la pediatria si trasferisce, le strutture riceventi vanno potenziate prima, non dopo. Se i lavori al San Paolo sono indifferibili, si valuti un presidio ponte in loco per evitare un vuoto assistenziale».
Infine, il Movimento lega la battaglia a un obiettivo più ampio di credibilità civica: «Il nostro obiettivo è far conoscere un metodo concreto e fattivo ai cittadini e alla politica di governo: migliorare Napoli non solo è giusto, ma si può fare, con il giusto approccio», conclude Esposito. «La città misura la propria solidità da come protegge i più fragili mentre affronta riorganizzazioni e cantieri. Quando un presidio pediatrico arretra, non ci si abitua: si pretendono spiegazioni, tempi, soluzioni e risultati».
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