Cerca

Malanapoli

Armi, racket e fiumi di droga: 4 clan decapitati

Scacco ai nuovi Contini, Giuliano-Mazzarella e Pirozzi-Savarese

Armi, racket e fiumi di droga: 4 clan decapitati

NAPOLI. «Lo Stato è il nostro popolo». Così chiudeva una conversazione intercettata il ras della Sanità Salvatore Savarese detto “’o mellone”, uno dei 71 destinatari dei provvedimenti restrittivi eseguiti ieri in una giornata nera per la camorra: oltre agli arresti, 188 indagati complessivamente, quattro ordinanze di custodia cautelare. I clan del centro di Napoli e della periferia est sono stati passati al setaccio dal 2019 in poi ed è emerso che si rigeneravano con figli e nipoti al posto dei vecchi capi. Ma lo Stato ha risposto, come ha affermato in conferenza stampa il procuratore capo Nicola Gratteri.

Dalle quattro inchieste culminate nel maxi blitz di ieri escono con le ossa rotte i clan Sequino-Savarese del Rione Sanità, i Mazzarella e i Giuliano di Forcella e i Contini si Poggioreale e Borgo Sant’Antonio Abate, i cui affiliati sono finiti nel mirino per associazione mafiosa, possesso di armi in quantità, estorsione e riciclaggio con una novità: l’investimento in criptovalute. C’è poi un omicidio risolto: quello del ventiduenne Emanuele Durante in via Santa Teresa degli Scalzi il 15 aprile 2025. All’alba di ieri i carabinieri del reparto operativo sono andati a casa del terzo presunto partecipante e l’hanno arrestato: il 31enne Vincenzo Brandi, cognato della vittima. Sarebbe colui che accompagnò il killer, individuato in Alexander Babalyan e già detenuto, sul luogo del delitto guidando uno scooter.

Le 71 misure cautelari sono state eseguite dai poliziotti della Squadra Mobile della questura (dirigente Mario Grassia, vice dirigente Giuseppe Sasso) e dai carabinieri del Reparto operativo del Comando provinciale di Napoli (generale Biagio Storniolo, colonnello Antonio Bagarolo), che hanno svolto le indagini con il coordinamento della Dda (procuratore aggiunto Sergio Amato). Investigazioni puntate sulle organizzazioni camorristiche espressione di due cartelli criminali, Mazzarella e Alleanza di Secondigliano.

Così sono stati gravi indizi di colpevolezza nei confronti degli attuali capi dei clan Mazzarella, Contini e Savarese-Pirozzi, nonché dei reggenti delle rispettive zone, facendo tornare alla ribalta personaggi di spicco come Michele Mazzarella, Luigi Giuliano detto “Zecchetella” (cugino omonimo di “’o rre”) e Gennaro De Luca, conosciuto negli ambienti criminali con l’alias di “’o montato”. Le indagini hanno consentito la ricostruzione del controllo dei rioni cittadini attraverso il presidio stabile degli affiliati, attuato anche e soprattutto con l’uso di armi da fuoco, dell’enorme capacità offensiva nell’attuare rivalse armate nei confronti di gruppi criminali rivali, della diffusa disponibilità di armi.

Potere criminale esercitato con estorsioni, spaccio di droga, pagamento degli “stipendi” agli associati. Con una novità importante: l’investimento dei proventi illecite pesino in criptovalute. Nella fase degli arresti eseguiti nel corso di lunedì notte polizia e carabinieri hanno sequestrato anche borse, gioielli, orologi di lusso, denaro contante, cambiali e champagne. Contestualmente è stato disposto nei confronti di alcuni indagati il sequestro preventivo di conti correnti, beni immobili e società commerciali con sedi anche in altre regioni del territorio nazionale.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Il Roma

Caratteri rimanenti: 400

Logo Federazione Italiana Liberi Editori