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Il pizzo dei Giuliano sulle prostitute

L’ex boss “’o russo” svela le cifre dell’affare: «Consegnano 20 euro il sabato, 10 la domenica»

Il pizzo dei Giuliano sulle prostitute

NAPOLI. Trenta euro a settimana, di cui 20 consegnati il sabato e 10 la domenica. Tanto pagavano come “pizzo” al clan Giuliano le prostitute che ricevevano i clienti nei “bassi” di Forcella: tra vico Pace e via dei Tribunali. Parola di Salvatore Giuliano “’o russo”, pentitosi nel 2021 dopo una lunga detenzione e un breve ritorno come reggente dello storico gruppo di malavita. Le sue dichiarazioni sono agli atti dell’inchiesta della Dda sui clan del centro storico, con la pax mafiosa tra i Giuliano e i Mazzarella ancora in atto, culminata in 8 ordinanze di custodia cautelare eseguite l’altro ieri. Tra i destinatari figurano nomi eccellenti di camorra, a cominciare dal ras Luigi Giuliano “Zecchetella”.

Nell’indagine condotta dai poliziotti della sezione Criminalità organizzata della Squadra mobile della questura (dirigente Maio Grassia, vice questore Giuseppe Sasso) c’è un passaggio sul “pizzo” pagato dalle prostitute in un verbale d’interrogatorio di Salvatore Giuliano. «Nella zona che va da vico Pace a salire, fino a via Tribunali, tutti i “bassi” ubicati sulla destra nonché in un “basso” sulla sinistra in via Scassacocchi sono adibiti ad attività di prostituzione di donne straniere di origine nigeriana, marocchina e tunisina. Le donne pagano settimanalmente a noi del clan Giuliano nelle mani di chi di volta in volta è addetto alla riscossione.

Le prostitute pagano 30 euro a settimana, indipendentemente dal numero di clienti». Compaiono cognomi di camorra altisonanti nell’inchiesta culminata nelle 8 misure cautelari a carico dei clan Mazzarella e Giuliano di Forcella, su indagini condotte dagli investigatori della Squadra mobile della questura. Tra gli indagati figurano il reggente Luigi Giuliano “Zecchetella”, scarcerato dopo una lunga detenzione e cugino omonimo di “Lovegino”. Gli altri coinvolti nel procedimento penale, destinatari della misura cautelare, sono Domenico De Martino “’a caciotta” di 32 anni, Giuseppe Del Prete di 48, Ciro Giuliano dell’89, Daniele Giuliano del ’92, Salvatore Ferraiuolo, Massimo Ferraiuolo (che era ai domiciliari) e Vincenzo Vassallo. detenuto).

Già detenuti, ma senza misura cautelare a carico per la vicenda in questione, risultano il boss Michele Mazzarella e il ras Salvatore Barile “Totoriello”. All’inchiesta ha contribuito con le sue dichiarazioni Salvatore Giuliano “o’ russ”, scarcerato dopo molti anni e tornato a capo dell’organizzazione composta essenzialmente da giovani della famiglia Giuliano. Arrestato per estorsione, si è pentito e sta contribuendo a diverse operazioni anticamorra. L’indagine culminata in 8 arresti, oltre a far luce su un vasto giro di droga, ha permesso pure di scoprire un particolare tipo di estorsione: l’imposizione di profumi contraffatti ad alcuni negozi presi di mira. Reato di cui dovranno rispondere Luigi Giuliano e Vincenzo Vassallo. I poliziotti hanno anche ricostruito le minacce a un imprenditore di Forcella: «devi darmi 400mila euro un’altra vicenda o ti sparo in faccia».

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