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La riforma
06 Marzo 2026 - 08:02
Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio
NAPOLI. «Se oggi darei la mano al pg Policastro? Ma sì dai, credo di aver dimenticato l'evento. Il buono perdona, il saggio dimentica». A dirlo il ministro della Giustizia Carlo Nordio, a Castel Capuano a Napoli per un’iniziativa organizzata dal “Comitato per le riforme, Sì cambia” per la presentazione del suo libro “Una nuova giustizia”, ai cronisti che chiedevano delle polemiche delle scorse settimane con il procuratore generale di Napoli.
E sui toni della campagna referendaria il Guardasigilli è netto: «Noi abbiamo cercato di abbassarli, li abbasseremo e li riporteremo nell’ambito dei contenuti secondo le sagge indicazioni del Presidente Mattarella».
Sulle critiche che arrivano da alcuni magistrati, Nordio replicato: «Tutte le opinioni sono legittime, l’importante è che non siano delle fake news come quella che vogliamo mettere la magistratura sotto il potere esecutivo, che vogliamo abolire l’obbligatorietà dell’azione penale».
E sul sorteggio: «È previsto nel nostro ordinamento addirittura nell’ambito delle commissioni che giudicano l’ingresso dei candidati in magistratura. Con il sorteggio si interrompe quel legame tra elettori ed eletti che ha portato a quella degenerazione correntizia che molti hanno lamentato, soprattutto in occasione dello scandalo Palamara».
E ancora: «Questa è una riforma epocale voluta anche da molte persone della sinistra, ma che purtroppo oggi viene politicizzata come una sorta di referendum contro il governo, peraltro nella vana speranza di dare una spallata al governo nel caso in cui dovesse vincere il “No”. Il governo è solido, in Parlamento ha un’ampia maggioranza, quindi non avrebbe nessuna conseguenza. Però sarebbe un’occasione perduta. Questa riforma incide sull’efficienza della giustizia. Non so se incida tanto sulla rapidità, ma sicuramente se la rapidità è collegata all’efficienza, allora inciderà anche sulla rapidità».
Secondo il viceministro degli Esteri, Edmondo Cirielli, «la sinistra, anziché entrare nel merito del referendum, oggi pensa di avere una rivincita politica e trasformare questo referendum in un plebiscito pro o contro Meloni. Ma non è così, non c’entra nulla. Non è una riforma né di destra né di sinistra».
Presenti all’incontro anche Francesco Greco, presidente del Consiglio Nazionale Forense, e Carmine Foreste, presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli e del “Comitato per le riforme, Si Cambia”. «“Una nuova giustizia” non è solo il titolo del libro del ministro Nordio, rappresenta anche un progetto sfidante per il futuro della Nazione ed ha restituito una dimensione sistemica al dibattito sulla giustizia, sottraendolo alla frammentazione quotidiana caratterizzata spesso da propaganda e slogan» dice la deputata Marta Schifone.
«Le riflessioni del ministro ci consentono di ripercorrere la storia dal codice Vassalli, giurista e partigiano, fino ad oggi. Il testo illustra con chiarezza l’impianto riformatore nei suoi tre pilastri: la separazione delle carriere, la ridefinizione del Csm, l’istituzione dell’Alta Corte disciplinare. La riforma della giustizia accoglie l’appello inascoltato da parte dell’avvocatura che ha da sempre segnalato le interazioni pericolose tra carriere unificate, terzietà del giudice e imparzialità dell'accusa. E in questa riforma si parla anche di autonomia e di indipendenza e non è un caso che questi siano anche i principi ispiratori della professione forense» sottolinea.
Per il vicepresidente del Consiglio regionale della Campania, Giuseppe Fabbricatore, «La riforma della giustizia produce un avanzamento del nostro ordinamento che, con la separazione delle carriere dei magistrati, viene allineato alla maggioranza dei Paesi europei».
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