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Il decreto
07 Marzo 2026 - 09:00
NAPOLI. Il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, ha ufficialmente sottoscritto un’ordinanza contingibile e urgente per fronteggiare le criticità legate alla mala movida nella zona di piazza Bellini e nelle aree limitrofe. Il provvedimento, che è entrato in vigore ieri e resterà valido per un periodo sperimentale di due mesi fino al prossimo 6 maggio, risponde alla stringente necessità di tutelare il diritto al riposo dei residenti e la salute pubblica.
La decisione non è solo frutto di una scelta politica, ma deriva dall'esigenza di ottemperare a specifiche sentenze del Tribunale Civile e del Tar Campania che hanno accertato il superamento delle soglie di tollerabilità delle immissioni sonore nel centro storico.
Le nuove disposizioni impongono una significativa stretta sugli orari di esercizio per tutti i locali pubblici, le attività artigianali e i distributori automatici operanti nel perimetro interessato. Nello specifico, dalla domenica al giovedì l'obbligo di chiusura è fissato per la mezzanotte e trenta, mentre durante il fine settimana, nelle serate di venerdì e sabato, l'attività potrà protrarsi fino all'una e trenta.
Per consentire agli esercenti di effettuare le necessarie operazioni di pulizia e il rientro delle attrezzature esterne, il Comune ha previsto una tolleranza massima di trenta minuti rispetto agli orari indicati, fermo restando che le saracinesche dovranno essere abbassate e non potrà più esserci clientela all'interno o all'esterno dei locali.
Un altro pilastro fondamentale dell'ordinanza riguarda il contrasto al consumo incontrollato di alcol in strada attraverso il divieto di vendita e somministrazione per asporto di qualsiasi tipo di bevanda, sia essa alcolica o analcolica, a partire dalle ore 22.30 e fino alle 6 del mattino successivo.
Questa misura mira a ridurre lo stazionamento disordinato della folla nelle piazze e nei vicoli, limitando i flussi che generano il rumore antropico oggetto delle lamentele dei cittadini. La riapertura mattutina delle attività è consentita esclusivamente a partire dalle ore 6, garantendo così una fascia di silenzio notturno adeguata alle esigenze della popolazione residente.
Il sistema sanzionatorio previsto per chi non rispetterà queste regole è particolarmente severo, con multe che possono variare da un minimo di 2mila euro fino a un massimo di 20mila euro per le violazioni amministrative.
Qualora l'operatore commerciale dovesse incorrere in una reiterazione dell'infrazione, la Polizia Locale e gli organi di vigilanza procederanno con la sospensione dell'attività per un periodo compreso tra uno e trenta giorni, con il rischio estremo della revoca definitiva della licenza.
Al termine della fase sperimentale di sessanta giorni, l'Arpacsarà incaricata di effettuare nuovi rilievi fonometrici sul campo per verificare se la diminuzione degli orari abbia effettivamente riportato i decibel entro i limiti di legge, fornendo all'Amministrazione i dati necessari per decidere se rendere permanenti o modificare ulteriormente tali restrizioni.
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