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Camorra

Omicidio Lupoli, l'ombra della faida tra i clan

Controlli massicci, arrestato un uomo in possesso di una pistola

Omicidio Lupoli, l'ombra della faida tra i clan

Nel riquadro la vittima Armando Lupoli

ARZANO. Omicidio Lupoli: l’uomo pedinato per ore è stato freddato con cinque colpi di pistola al volto e al torace. Arrestato un 49enne di Arzano armato di pistola. Dopo l’uccisione di Armando Lupoli, i carabinieri del comando provinciale hanno intensificato i controlli con massicci interventi nell’area a nord di Napoli.

Ieri notte i carabinieri della tenenza di Arzano, i carabinieri del nucleo investigativo di Castello di Cisterna e i militari della compagnia di Casoria hanno effettuato una serie di perquisizioni mirate. A finire in manette un 49enne incensurato. L’uomo deve rispondere di detenzione di arma da fuoco clandestina.

I carabinieri hanno fatto irruzione nell’abitazione dell’uomo e lì hanno rinvenuto e sequestrato una pistola calibro 8 millimetri modello 85 con la canna modificata con una calibro 7,65 e un caricatore pieno di 7 proiettili calibro 3,80. Il 49enne è stato trasferito in carcere. L’arma sarà sottoposta ad accertamenti balistici per verificare il suo eventuale utilizzo in fatto di sangue o altri delitti.

Intanto sarebbero diverse le piste investigative al vaglio degli 007 dell’Arma dei carabinieri della Compagnia di Casoria, di Castello di Cisterna, Casavatore ed Arzano che non tralasciano al momento alcuna pista. Lupoli, con molta probabilità, analizzando la dinamica degli accadimenti, potrebbe essere stato attirato in una trappola e fatto bersaglio diretto dei sicari della camorra.

A avvalorare l’ipotesi è il fatto che la moglie sia rimasta illesa nonostante la pioggia di proiettili. Infatti, con molta probabilità, i colpi sarebbero stati tutti esplosi in successione e a distanza ravvicinata con il ritrovamento delle ogive esplose tutte nel raggio di pochi metri in via Mazzini.

Lupoli però non sarebbe morto subito e seppur colpito, in un ultimo tentativo di salvarsi la vita con l’adrenalina in corpo, avrebbe accelerato per divincolarsi tra le traverse di via Mazzini con i killer attaccati alle calcagna pronti ad intervenire ove ve ne fosse stata la “necessità” per infliggergli il colpo di grazia.

Ma non ce n’è stato bisogno, visto che Lupoli ha terminato morente la sua corsa contro un cancello e un palo della luce dopo aver tamponato diverse auto in sosta. Sul luogo dell’agguato, cosa alquanto strana, si sarebbero visti pregiudicati contigui al clan Ferone e Amato-Pagano di Arzano e Casavatore.

I recenti fatti di cronaca dimostrano che la camorra dell’area nord ormai non è più compatta. Alleanze, intese ma anche scontri vedono mutare le strategie e, soprattutto, si uccide per affari. Intanto sia a Casavatore che ad Arzano, lo scettro dopo gli arresti eccellenti dell’anno scorso che ha azzerato i vertici degli Amato, sarebbe passato nelle mani dei soldati e figliocci riferimento del boss Cesare Pagano da qualche anno scarcerati.

A Casavatore la situazione sarebbe ancora più complessa dopo l’arresto del reggente Salvatore Ferone, con il dominio del territorio che sarebbe passato nella mani di un uomo molto vicino ai Pagano, senza contare le piazze fiorenti di spaccio che a quanto si vocifera sarebbero presenti oltre che in piazza 30 Luglio, in via Palizzi, luogo di residenza del morto. 

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