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l'INCHIESTA
11 Marzo 2026 - 08:30
Nel riquadro uno degli arrestati, Danilo De Angelis
NAPOLI. Grazie alla complicità di un vigilante in servizio al Policlinico Universitario della Federico II erano riusciti a rubare farmaci salvavita e oncologici per circa tre milioni e mezzo di euro. Ma i furti erano solo il primo step per un’organizzazione che agiva in tutt’Italia piazzando sul mercato clandestino le costose e preziose medicine.
Sono stati i carabinieri della compagnia Vomero, autori dell’indagine coordinata dalla procura ordinaria, a ricostruire il sistema operativo e i ruoli dei componenti del gruppo: ben 17 complessivamente secondo l’accusa, dei quali 6 sono finiti agli arresti all’alba di ieri su ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Napoli.
In carcere sono stati condotti Alessio Donnarumma, 36 anni; Cristofaro Sacchettino, 56, e Danilo De Angelis, 41enne guardia giurata che avrebbe fatto da basista. Mentre sono stati disposti i domiciliari per Ciro Sacchettino, 44 anni, Antonio Fabio Alfano, 28 e Pasqualino Spadaro, 30enne.
Tutti di Napoli e da considerare innocenti fino all’eventuale condanna definitiva. Per altri 4 indagati è scattato l’obbligo della presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria mentre i rimanenti attenderanno a piede libero il prosieguo ddel procedimento penale. La base operativa era a Napoli, ma il gruppo agiva anche a Melito di Napoli e a Catania. Mentre la successiva ricettazione dei farmaci avveniva su tutto il territorio nazionale.
Le indagini, coordinate dalla sezione Sicurezza urbana della procura partenopea (sostituto procuratore Maurizio De Marco), e condotte dal maggio 2024 all’aprile 2025, hanno preso avvio dall’analisi della videosorveglianza e si sono sviluppate con intercettazioni telefoniche ed ambientali, nonché perquisizioni e sequestri.
L’inchiesta ha accertato la specializzazione di alcuni degli indagati nell’esecuzione di furti nelle farmacie ospedaliere dislocate sul territorio nazionale, uniche autorizzate a detenere i farmaci antitumorali salvavita.
Il modus operandi del gruppo si era affinato nel tempo, prevedendo un’attenta selezione delle strutture sanitarie pubbliche prese di mira, con sopralluoghi e predisposizione di mezzi (auto a noleggio e utenze telefoniche dedicate), che consentivano l’esecuzione di furti con azioni accuratamente calcolate, tra cui l’eventuale oscuramento di telecamere di sorveglianza o abbattimento di porte ed avvalendosi altresì di informazioni riservate, per esempio in ordine alla tempistica di approvvigionamento dei farmaci.
Il gruppo, con a capo Donnarumma e Cristofaro Sacchettino, si avvaleva in ogni fase esecutiva, a rotazione, di complici diversi ed aveva legami con una rete di ricettatori che riforniva con una certa continuità. Sono stati ricostruiti quattro furti di medicinali al Policlinico universitario Federico II di Napoli, commessi rispettivamente il 31 maggio, il 18 agosto, il 2 settembre ed il 10 dicembre, tutti nel 2024, per un danno stimato per il Servizio sanitario nazionale dal valore complessivo di circa 3,5 milioni di euro. Ricostruito anche il furto al distretto 30 dell’Asl Na1.
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