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Il giallo
12 Marzo 2026 - 08:43
NAPOLI. Notte di terrore al confine di Napoli Est. Intorno alle ventidue i carabinieri della compagnia di Poggioreale sono intervenuti in via cupa del Principe, zona Stadera, per l’esplosione di un ordigno. Lievi i danni al manto stradale e a un muro. Lo scoppio è stato però potentissimo, tanto da essere sentito distintamente in tutto il quartiere e persino in alcuni comuni dell’hinterland.
Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri Artificieri, la bomba sarebbe stata confezionata unendo 62 candelotti Cobra: gli stessi della tragica esplosione di Ercolano in cui hanno perso la vita tre giovanissimi operai che lavoravano senza alcun contratto. Le indagini su quanto accaduto in via Stadera sono intanto partite.
Gli investigatori non escludono che possa essersi trattato di una bravata, per quanto balorda, ma visto il potenziale offensivo dell’ordigno si battono in questo momento anche altre piste. Su tutte, quella dell’intimidazione di tipo mafioso. I carabinieri stanno dunque cercando i capire se in quel tratto della Stadera vivano pregiudicati di spessore o siano presenti attività commerciali che possano fare gola ai clan.
Poggioreale è storicamente una della roccaforti dei Mazzarella, ma lungo via della Stadera ormai da anni sono presenti anche diversi avamposti del gruppo Contini, estesosi poi fino a Casoria. Non è dunque da escludere che la bomba dell’altro ieri sera possa essere il frutto avvelenato di un tentativo di intimidazione o dell’ennesimo scontro tra paranze di malavita.
Tra Poggioreale, San Pietro a Patierno e il confinante quartiere Secondigliano ormai da un po’ le notti sono diventate assai movimentate. A inizio mese un commando di banditi armati di mitra e pistole ha derubato un automobilista del Rolex da 30mila euro. La stessa tecnica era stata utilizzata per la rapina ai danni del proprietario del noto negozio Mirko Sport nel centralissimo corso Secondigliano appena due settimane prima.
A questo assalto sono seguiti poi altri raid altrettanto gravi: la rapina a un autista in via Regina Margherita con le stesse modalità e il tentativo di rapina alla nota pizzeria La Nuova Italia dei Fratelli Barretta, sempre su corso Secondigliano.
Nel frattempo era stata registrata anche una stesa armata con l’esplosione di un colpo di arma da fuoco all’indirizzo della palestra Cosenza Boxe, nel rione della Bussola, nel confinante quartiere San Pietro a Patierno, e l’accoltellamento di un ragazzino di appena 14 anni nel rione Berlingieri.
Numerosi gli appelli delle associazioni e dei comitati cittadini, che da tempo chiedono alle istituzioni un maggior controllo del territorio. A luglio l’ultimo fatto di sangue: la “gambizzazione” di un 22enne originario di Napoli e residente a Casalnuovo: Francesco Pio Cosenza.
L’allarme è scattato alle 4,15 e il giovane, già conosciuto dalle forze dell’ordine ma senza legami con la criminalità, era finito nell’Ospedale del Mare per il colpo d’arma da fuoco a una gamba. Il raid seguiva di 17 giorni il ferimento di Davide Grimaldi, zio del ras Nico.
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