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Il caso
18 Marzo 2026 - 13:13
Morte di Domenico Caliendo: due medici indagati anche per falso nella cartella clinica, la Procura di Napoli chiede la misura interdittiva della sospensione dell'esercizio dalla professione medica. Nuova svolta nelle indagini per omicidio colposo sulla morte del bambino, deceduto dopo il trapianto di cuore fallito.
Due dei sette medici già iscritti nel registro degli indagati ora dovranno rispondere anche del reato di falso per alcune incongruenze emerse nella cartella clinica. Si tratta dei due chirurghi Guido Oppido ed Emma Bergonzoni.
Secondo gli inquirenti (pm Giuseppe Tittaferrante, procuratore aggiunto Antonio Ricci) le incongruenze riguarderebbero in particolare modifiche agli orari di arrivo del cuore da Bolzano a Napoli. Ai due medici viene già contestato il reato di omicidio colposo in concorso: verranno ascoltati a fine mese.
Il cardiochirurgo Guido Oppido è difeso dagli avvocati Alfredo Sorge e Vittorio Manes, mentre la dottoressa Bergonzoni da Vincenzo Maiello.
Le criticità emerse dall'analisi della cartella clinica riguardano soprattutto l'orario dell'arrivo del cuore in sala operatoria coincidente con le fasi propedeutiche al trapianto: questi orari non sarebbero stati confermati da alcuni sanitari ascoltati come persone informate dei fatti.
LA DIRETTRICE GENERALE: “TRADITA" DA OPPIDO
«Dimettermi? Non credo di dover farlo. Sarebbe un atto inutile e deresponsabilizzante. Le eventuali responsabilità, penali e civili, sono personali e spetta alla magistratura individuarle sul piano giuridico. Sul piano gestionale e organizzativo ho sempre ponderato le decisioni più opportune cercando di bilanciare ogni atto tra la salvaguardia dei pazienti e l'interesse collettivo». A dirlo è Anna Iervolino, direttrice generale dell'Azienda ospedaliera dei Colli che comprende gli ospedali Monaldi, Cto e Cotugno di Napoli, intervistata da Mattino, Repubblica e Corriere del Mezzogiorno.
Iervolino spiega di sentirsi «tradita» dal primario Guido Oppido che il 23 dicembre 2025 ha trapiantato sul piccolo Domenico l'organo compromesso dal ghiaccio secco durante il trasporto da Bolzano «anche perché è preciso dovere deontologico di un medico informare correttamente i familiari dei pazienti. Da quel che è emerso finora, questo dovere non è stato adempiuto e anche per questo è stata disposta la sospensione».
I suoi “sospetti" incominciò a maturarli il 29 dicembre «quando seppi che il dottor Giuseppe Limongelli, responsabile della parte cardiologica del trapianto, si era dimesso. Qualcosa non tornava e cercai di capire cosa e chiesi le relazioni a Oppido e a Farina», che aveva effettuato l'espianto a Bolzano.
«Ho convocato la prima riunione urgente il 30 dicembre - aggiunge nella sua ricostruzione - il giorno dopo ho chiesto al primario Guido Oppido una relazione completa anche della ricostruzione dell’équipe che era stata a Bolzano per l’espianto. Ci è arrivata, protocollata, l’8 gennaio. In quel documento, per la prima volta, si parlava nero su bianco non di un generico problema con il ghiaccio, ma di cuore congelato».
La vicenda della fallita operazione al cuore e del decesso del piccolo Domenico Caliendo, spiega la dg, «l'ho dovuta mettere a fuoco progressivamente. I primi giorni, in base alle notizie ricevute, simili a tante altre relative a trapianti difficili ma che poi si risolvono nel migliore dei modi, ero preoccupata ma speranzosa. Poi ho avuto progressivamente contezza della gravità dell'accaduto. Non ci ho dormito la notte per la partecipazione anche emotiva al dramma che si profilava per il piccolo e i suoi genitori. Ho la coscienza di aver fatto ogni scelta, con responsabilità, ponderazione, attenzione massima e spirito di servizio, sia prima di questo dramma sia durante queste sofferte settimane».
Iervolino evidenzia di aver informato la Regione di tutto quanto stava accadendo non appena le fu comunicato. «Ho detto ciò che sapevo, non devo dimettermi», ribadisce la manager confermando la sua piena collaborazione con chi indaga. Di fronte alla notizia della nuova ispezione straordinaria disposta dalla Regione Campania, Iervolino assicura: «Continuerò a collaborare come ho fatto sin dal primo giorno, con i carabinieri, poi con gli ispettori regionali e ministeriali».
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