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L'inchiesta

«Danni alle casse della Federico II», prof Cosenza citato in giudizio

L’accusa della Corte dei conti riguarda una serie di incarichi professionali svolti dall’accademico, ritenuti incompatibili con il regime di docente a tempo pieno

«Danni alle casse della Federico II», prof Cosenza citato in giudizio

La sede centrale della Federico II

La procura generale presso la Corte dei conti della Campania citato in giudizio il professore Edoardo Cosenza, docente di ruolo al Dipartimento di Ingegneria - Analisi e Progettazione Strutturale - dell'Università degli Studi "Federico II" di Napoli. L’accusa riguarda una serie di incarichi professionali svolti dall’accademico, ritenuti incompatibili con il regime di docente a tempo pieno, e che avrebbero causato un danno alle casse dell’università stimato in oltre 1,3 milioni di euro.

Secondo quanto si apprende, l’indagine si concentra su incarichi extraistituzionali svolti da Cosenza in vari enti pubblici e privati, tra cui l’Ospedale del Mare di Napoli, i Comuni di Benevento e Ravello, Autostrade per l’Italia, Autostrade Meridionali e l’Università di Catanzaro. Tra le attività contestate figurano il collaudo statico e amministrativo dell’Ospedale del Mare, verifiche di sicurezza di ponti e opere pubbliche, consulenze di valutazione e il controllo di opere lungo le autostrade. 

Tutti incarichi che Cosenza avrebbe svolto, secondo gli inquirenti, in violazione della normativa di riferimento ma - va sottolineato - in un periodo precedente all'ingresso in Giunta comunale dove attualmente ricopre il ruolo di assessore alle Infrastrutture, Mobilità e Protezione Civile.

Sempre secondo gli inquirenti, dopo l'invito a dedurre, sarebbero state consegnate alla procura «inconferenti e ingannevoli istanze autorizzatorie» per dimostrare la leicità delle condotte contestate.

Documentazione che offre, spiega il vice procuratore generale Davide Vitale nell'atto di citazione, «la più esatta e inequivocabile declinazione e misura della antigiuridicità delle condotte acclarate». A detta del vice procuratore generale inoltre, il «portato autorizzatorio» depositato dalla difesa di Cosenza sarebbe stato «artificiosamente strutturato, nei suoi celati contenuti e negli omessi allegati, per eludere» le attività di controllo dell'ateneo.

Il professore Edoardo Cosenza è stato anche assessore ai Lavori pubblici della Giunta regionale di centro-destra guidata da Stefano Caldoro dal 2010 al 2015.

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