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tribunale di torre annunziata
26 Marzo 2026 - 11:46
CASTELLAMMARE DI STABIA. Sei mesi senza condizionale e una multa di 3600 euro all’imprenditore stabiese Carlo Scarpone, per non aver onorato una sentenza che lo condannava a restituire al fallimento della sua creatura, la Gef, circa 75mila euro. Un anno e due mesi e 6.600 euro di multa alla moglie, Ida Spagnolo, con sospensione condizionale della pena, per averlo aiutato ad occultare i suoi risparmi per finanziare un ristorante a Milano, dove ha vissuto ed operato per anni il figlio, Gerardo.
Questo il verdetto del Tribunale di Torre Annunziata (Presidente la dottoressa Emma Aufieri, a latere i giudici Carmela De Simone e Marco Gioia), all’esito di un dibattimento basato sulle indagini compiute dalla Guardia di Finanza, coordinata dal Sostituto Procuratore, il dott. Emilio Prisco. Ad entrambi sono state riconosciute le attenuanti generiche ma Carlo Scarpone non ha potuto beneficiare della sospensione condizionale, perché aveva una precedente condanna.
Si tratta di un’altra coda giudiziaria del crac della Gef Consulting, la società di Castellammare di Stabia della famiglia Scarpone, un polo della formazione e un organismo di mediazione che nel giro di pochi anni ha collezionato denunce, querele, un fallimento, condanne per bancarotta e non ultima quella appena pronunciata dal Tribunale di Torre Annunziata, per autoriciclaggio (per la sola Ida Spagnolo) e mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del Giudice.
Secondo il Tribunale, Carlo Scarpone, raggiunto da una sentenza di condanna del Tribunale civile, che lo obbligava a restituire al fallimento 75mila euro, indicati in bilancio ma mai consegnati al Curatore, il dott. Francesco Saverio Cassone, ha orchestrato, d’accordo con la moglie, Ida Spagnolo, un sistema per nascondere il ricavato della vendita di un appartamento a Castellammare di Stabia, di proprietà di entrambi i coniugi. Il condizionale è d’obbligo, perché nonostante la condanna, si presume l’innocenza fino alla consumazione del terzo grado di giudizio. Secondo il Tribunale di Torre Annunziata, i coniugi, assistiti dall’avvocato milanese Luigi Della Sala, avrebbero fatto consegnare la somma alla sola Ida Spagnolo, che l’ha poi destinata ad una società con sede a Milano, costituita pochi giorni prima del rogito, che ha poi acquistato e gestito un ristorante a Milano.
Nel capoluogo lombardo, ha vissuto per anni Gerardo Scarpone, figlio di Carlo, condannato in concorso col padre per bancarotta fraudolenta, sempre nell’ambito del fallimento della GEF Consulting, la società di famiglia.
Era partita coi migliori auspici, la Gef. Corsi di inglese, corsi per OSS, un organismo di mediazione con sedi in tutta Italia che coinvolgeva i migliori professionisti del circondario ed una sede elegante a Corso De Gasperi, nella periferia nord della città. Addirittura un’insegna con la scritta “università di Malta” e la promessa di una laurea da conseguire nella città delle acque. Ben presto, però, bussarono alla porta i creditori e gli ufficiali giudiziari. La prima notifica, un atto di citazione di una matricola che s’era iscritta a Corso De Gasperi pensando di frequentare l’università di Malta e che s’era vista rispondere dall’ateneo che non conoscevano neanche la Gef e che non avevano sedi a Castellammare di Stabia. Poi il fallimento, sentenziato dal Tribunale di Torre Annunziata e la coda giudiziaria. Il Tribunale depositerà la motivazione entro sessanta giorni e l’avvocato Della Sala ha preannunciato l’appello.
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