Tutte le novità
il caso
28 Marzo 2026 - 09:42
Rimane "indifferente, opaco, istituzionalmente sordo", come lo è stato quando il piccolo Domenico Caliendo era ancora vivo, il comportamento dell' ospedale Monaldi nei confronti della famiglia Caliendo-Marcolino di fronte a una "legittima proposta di bonario componimento in sede stragiudiziale della componente risarcitoria della vicenda" per la quale "non vi è nulla di cui vergognarsi". A renderlo noto, con una lettera aperta indirizzata all'opinione pubblica e anche al governatore campano Roberto Fico - a cui chiede di valutare il comportamento della dirigenza dell' ospedale Monaldi - è l' avvocato Francesco Petruzzi, legale dei genitori di Domenico Caliendo, il bimbo morto il 21 febbraio scorso a causa di un trapianto fallito. Ma, sottolinea l'avvocato, "siamo stati chiamati per l'albero in suo ricordo", "un tentativo di riabilitare l'immagine pubblica del Monaldi attraverso un gesto di facciata".
Nel tentativo di evitare alla famiglia una ulteriore "devastazione psicologica" derivante da "un giudizio civile sovrapposto al procedimento penale in corso", spiega nella missiva l' avvocato Petruzzi, è stata trasmesso all'Azienda Ospedaliera dei Colli, via posta elettronica certificata, "una proposta di dialogo, non una dichiarazione di guerra". "Un invito a sedersi attorno a un tavolo, nel rispetto della dignità delle parti - aggiunge - Il Monaldi non ha risposto. Non ha risposto con un diniego motivato. Non ha risposto con una controproposta. Non ha risposto con un semplice atto di accuse ricevute. Ha semplicemente eliso la comunicazione, come se quella Pec non fosse mai stata trasmessa, come se la famiglia Caliendo Mercolino non esistesse, come se la morte di Domenico fosse un fatto del quale l'Azienda non avvertisse il peso di una risposta istituzionale minima".
LA REPLICA DEL MONALDI. La richiesta di composizione extragiudiziale con risarcimento avanzata dalla famiglia Caliendo arriva 4 giorni fa e' stata presa in carico dall'Azienda ospedaliera dei Colli-Presidio Monaldi. Lo sottolinea una nota dell'avvocato Anna Iervolino, direttore Generale dell'Azienda Ospedaliera dei Colli, dopo la lettera aperta dell'avvocato Petruzzi, legale dei genitori del piccolo. "E' opportuno chiarire che l'Azienda ha ricevuto una proposta stragiudiziale, il giorno dopo il funerale del piccolo Domenico, espressamente qualificata come riservata, contenente una richiesta risarcitoria di 3.000.000 di euro e formulata in termini dichiaratamente non negoziabili - spiega la nota - la vicenda cui la proposta si riferisce e', come noto, attualmente all'esame dell'Autorita' giudiziaria nella fase delle indagini preliminari. La valutazione della richiesta risarcitoria impone lo svolgimento di approfondite valutazioni tecnico-legali, anche alla luce degli accertamenti in corso e, per loro natura, non possono essere compresse entro i rigidi termini unilaterali indicati dalla controparte. Non puo' pertanto parlarsi di mancata apertura di una trattativa, in assenza di un effettivo spazio negoziale nella proposta ricevuta".
"Sorprende, inoltre, che una comunicazione qualificata come strettamente riservata venga oggi utilizzata in sede pubblica, con modalita' che non appaiono coerenti con la natura dell'interlocuzione stragiudiziale e che non favoriscono un confronto sereno nelle sedi proprie con l'avvocatura dell'Azienda - sottolinea l'azienda ospedaliera - solo martedi' 24 marzo e' pervenuta una richiesta di incontro della controparte, che l'Ufficio Legale ha immediatamente preso in carico, avviando le necessarie attivita' organizzative. Tale iniziativa e' stata tuttavia preceduta da una evidente strategia di esposizione mediatica della vicenda, che rischia di sovrapporre il piano della comunicazione a quello, ben diverso, del corretto confronto tecnico-giuridico. Il percorso transattivo, dunque, si svolge nel rispetto delle procedure e delle norme a tutela dell'interesse pubblico, secondo l'istruttoria degli uffici competenti".
"Con l'occasione si precisa che la piantumazione dell'ulivo e' un'iniziativa che il personale tutto dell'Azienda ha maturato spontaneamente, e' stata apprezzata dalla signora Patrizia e dal signor Antonio che, ancora una volta, hanno riferito di non nutrire sentimenti di rancore verso i medici e gli infermieri, pur chiedendo legittimamente giustizia per quanto accaduto. Una richiesta di giustizia alla quale ci siamo sempre associati e che tutti noi vogliamo con determinazione", rimarca.
Copyright @ - Nuovo Giornale Roma Società Cooperativa - Corso Garibaldi, 32 - Napoli - 80142 - Partita Iva 07406411210 - La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo - Il giornale aderisce alla FILE (Federazione Italiana Liberi Editori) e all'IAP (Istituto di autodisciplina pubblicitaria) Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte di questo giornale può essere riprodotta con alcun mezzo e/o diffusa in alcun modo e a qualsiasi titolo