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CAMORRA

Il capoclan Rea verso la stangata

Omicidio del fedelissimo Manna, la Procura chiede l’ergastolo per il ras del Vesuviano

Il capoclan Rea verso la stangata

NAPOLI. Il boss dell’area vesuviana corre spedito verso la stangata. Approda alla fese clou il processo di primo grado che vede Francesco Rea, alias “’o pagliesco”, imputato per l’omicidio dell’ex “socio” Pasquale Manna. Per lui la Procura antimafia ha chiesto il massimo della pena, la condanna all’ergastolo, al termine di una lunga requisitoria nel corso della quale sono state ricostruite le presunte responsabilità di Manna, ritenuto tra l’altro l’esecutore materiale del delitto. Nelle prossime udienza la parola passerà ai difensori del ras, dopo sarà il momento del verdetto dei giudici della seconda sezione della Corte di assise di Napoli.

Speculazione edilizia e racket. Risiederebbe tra questi due nodi il movente dell’omicidio di Pasquale Manna, inseguito e trucidato mentre di trovava al volante della propria auto all’inizio del marzo 2023. Un delitto efferato, per il quale, dopo un periodo di ritorno a piede libero, era stato nuovamente arrestato il boss del Vesuviano Francesco Rea: insieme a lui sono finiti in manette anche altri due uomini che lo avrebbero agevolato nelle fasi successive al raid (Luigi Romano, poi scagionato, e Giorgio Bilangia, per il quale si era proceduto separatamente).

Se sulle responsabilità di Rea sembrano esserci ad oggi pochi dubbi il ras è stato infatti inquadrato da diverse telecamere della zona di Volla e Casoria il motivo che ha innescato il delitto presta ancora il fianco a diversi interrogativi. Punti di domanda che potrebbero però essere chiariti da alcuni importanti collaboratori di giustizia, i quali hanno indicato anche la vittima come un personaggio molto addentro al stangatale dinamiche del temibile clan Veneruso-Rea. Sul punto, appare di grande interesse investigativo l’interrogatorio reso il 22 ottobre 2020 da Pasquale Matarazzo, ex narcos della zona in affari anche con la camorra di Ponticelli: «Mario Veneruso è il capoclan e prede le decisioni con Pasquale Manna e Vincenzo Pagano in materia di imprenditoria-speculazione edilizia, estorsioni agli imprenditori e all’epoca droga e armi. Prendono anche decisioni per le esecuzioni di omicidi. Mario prende ancora le direttive dal fratello Gennaro, attualmente detenuto».

All’interno dell’organizzazione Manna avrebbe dunque avuto un ruolo tutt’altro che secondario. Una posizione che potrebbe averlo portato a entrare in rotta di collisione con il boss Rea: «Pasqualino Manna ha aggiunto il pentito Matarazzo capoclan come sopra precisato... Francesco Rea “pagliesco” è un capoclan che gestisce affari ed è un tutt’uno con Mario Veneruso e cioè se manca la guida su Casalnuovo interviene Veneruso e viceversa. Francesco Rea prende le decisioni da solo e si occupa di imprenditoria-speculazione edilizia, estorsioni agli imprenditori e all’epoca droga e armi su Casalnuovo. Attualmente è detenuto, pertanto tutti gli ordini su Casalnuovo lì dà Mario Veneruso di Volla». Accuse pesanti, che potrebbero a breve costare a Francesco Rea la pena dell’ergastolo.

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