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L'assalto

Pasqua a Napoli, il Prefetto blinda la città

Attese circa 400mila presenze, ma tra rincari e incertezze calano i soggiorni. Rafforzati controlli e vigilanza

Pasqua, il Prefetto blinda la città

NAPOLI. Una Pasqua con numeri in crescita ma sempre più segnata da prudenza, rincari e sicurezza. Napoli si prepara ad accogliere circa 400mila turisti nel fine settimana festivo, su un totale regionale di circa 600mila presenze, confermandosi il principale hub turistico della Campania.

Il trend resta positivo, con un incremento stimato tra il 10 e il 15 per cento rispetto allo scorso anno e quasi 2 milioni di presenze attese nel solo mese di aprile. Accanto ai dati incoraggianti emergono però segnali di cambiamento nel mercato.

«Registriamo meno viaggiatori stranieri rispetto al 2025, mentre cresce il turismo italiano, con soggiorni più brevi e di prossimità», spiega Agostino Ingenito, presidente di Abbac. La permanenza media si attesta intorno alle due notti e mezzo, con una forte incidenza delle prenotazioni last minute, segno di una domanda più incerta e attenta ai costi.A influenzare le scelte dei turisti è soprattutto il contesto internazionale.

Le tensioni geopolitiche e il conseguente aumento dei costi energetici hanno inciso sui trasporti, con rincari dei biglietti aerei e dei carburanti che penalizzano in particolare i flussi dall’estero. Un elemento che pesa su una destinazione come Napoli, che negli ultimi anni aveva registrato una crescita significativa del turismo internazionale.Tra le criticità segnalate dagli operatori anche la tassa di soggiorno, che nel capoluogo arriva fino a sei euro a notte.

«Si rischia di penalizzare la competitività della destinazione», sottolinea Ingenito, evidenziando come l’imposta incida sul budget dei visitatori e possa spingere parte della domanda verso altre mete. Nonostante ciò, Napoli mantiene un ruolo centrale come punto di accesso alle principali destinazioni regionali, dalla Costiera sorrentina e amalfitana alle isole del Golfo.

Anche Salerno consolida la propria funzione di porta del territorio, mentre cresce l’interesse per le aree interne come Irpinia e Sannio, sempre più attrattive per chi cerca esperienze autentiche e meno affollate.Accanto alla crescita dei flussi, restano però aperte diverse questioni legate alla qualità dell’offerta.

Gli operatori segnalano difficoltà nei servizi di accoglienza, carenze nel decoro urbano e la necessità di rafforzare sicurezza e controlli, aspetti che incidono direttamente sull’esperienza turistica e sulla reputazione delle destinazioni. Proprio sul fronte della sicurezza, la Prefettura di Napoli ha disposto misure straordinarie in vista delle festività.

Il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal prefetto Michele di Bari, ha previsto un rafforzamento dei controlli nei luoghi di maggiore afflusso, come aeroporti, porti, stazioni ferroviarie e principali attrattori turistici.

Saranno intensificati anche i servizi di vigilanza lungo le arterie stradali e autostradali, con particolare attenzione alla prevenzione degli incidenti e al rispetto delle norme del codice della strada. «L’obiettivo è garantire la sicurezza e la regolare fruizione dei servizi durante le festività», spiegano dalla Prefettura.

Il turismo pasquale 2026 si presenta così come una fase di transizione. Da un lato numeri in crescita e una domanda ancora sostenuta, dall’altro un contesto più complesso che impone nuove strategie. «La Campania resta una destinazione straordinaria – conclude Ingenito – ma serve una visione condivisa per sostenere gli operatori e migliorare l’offerta». Un equilibrio delicato tra attrattività, sostenibilità e sicurezza che accompagnerà i prossimi mesi del settore turistico regionale.

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