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Pasqua a Napoli
03 Aprile 2026 - 09:13
NAPOLI. Napoli vive oggi uno dei momenti più intensi della Settimana Santa, tra fede, tradizione e partecipazione popolare. Questa sera, a partire dalle ore 22, piazza Mercato ospita una Via Crucis in lingua napoletana che unisce spiritualità e identità culturale, coinvolgendo parrocchie, scuole e associazioni del territorio. L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra le comunità di Santa Maria la Scala, Sant’Arcangelo agli Armieri e Sant’Eligio Maggiore.
«Abbiamo voluto che il Venerdì santo non fosse solo un momento devozionale, ma un autentico tempo di annuncio», spiega don Francesco De Luca, richiamando l’invito evangelico a parlare alla gente con un linguaggio comprensibile e vicino alla vita quotidiana. Il napoletano, in questo senso, restituisce immediatezza al racconto della Passione, rendendo Cristo una figura ancora più vicina alle esperienze di chi vive il quartiere. Il progetto coinvolge attivamente anche studenti e giovani. Le quattordici stazioni sono illustrate dai ragazzi dell’istituto Moricino, che hanno realizzato cartelloni interamente in dialetto.
«È la prima esperienza di questo tipo – sottolinea Alessia Del Forno, referente di Asso.gio.ca – e l’entusiasmo dei ragazzi ha trasformato tutto in un percorso educativo profondo, capace di raccontare dolore, speranza e amore». A rafforzare il legame con la tradizione contribuiscono anche i costumi d’epoca.
«Indossarli non è solo estetica – aggiunge don Alessandro Overa – ma significa sentirsi parte viva della storia». Un modo per rendere la Via Crucis non solo rappresentazione, ma esperienza condivisa, capace di parlare anche alle difficoltà quotidiane di molte persone. Nel pomeriggio, intanto, le strade del centro antico sono attraversate dalla processione del Gesù Morto e dell’Addolorata, tornata dopo oltre centosessanta anni di assenza.
Il corteo, promosso dalla confraternita del Santissimo Crocifisso detta la Sciabica, parte dalla basilica di San Lorenzo Maggiore e attraversa piazza San Gaetano, San Gregorio Armeno, San Biagio dei Librai e via Anticaglia, con quaranta confratelli incappucciati vestiti a lutto. Le statue del Cristo e della Vergine Addolorata sono accompagnate dalle dame che portano i simboli della Passione, in un rito particolarmente sentito dai cittadini.
In parallelo, la città entra nel cuore delle celebrazioni con la liturgia della Passione del Signore presieduta in cattedrale dal cardinale Mimmo Battaglia. Domani sera è prevista la veglia pasquale, mentre domenica la messa di Pasqua chiuderà il ciclo dei riti. Un calendario fitto che restituisce l’immagine di una città profondamente legata alle proprie radici, capace di rinnovare ogni anno il senso collettivo della fede attraverso riti che uniscono comunità, tradizione e territorio.
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