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Pasqua a Napoli

Via Crucis in napoletano e corteo in costume

A piazza Mercato le “stazioni”, nel centro storico la processione della “Sciabica” tornata dopo 160 anni

Via Crucis in napoletano e corteo in costume

NAPOLI. La città si è immersa nel cuore pulsante della Settimana Santa, trasformando le sue piazze e i suoi vicoli in un palcoscenico di fede, identità e partecipazione popolare. Il momento più atteso della serata è stata la Via Crucis in lingua napoletana che, a partire dalle ore 22 di ieri, ha animato piazza Mercato.

Si è trattato di un’iniziativa corale che ha visto la collaborazione delle parrocchie di Santa Maria la Scala, Sant’Arcangelo agli Armieri e Sant’Eligio Maggiore, unite per offrire una celebrazione che fonde la spiritualità profonda con le radici culturali del territorio.

Don Francesco De Luca ha spiegato che la scelta del dialetto non è stata casuale, ma risponde alla volontà di rendere il Venerdì Santo un autentico momento di annuncio vicino alla vita quotidiana. Il napoletano, con la sua forza espressiva, restituisce immediatezza al racconto della Passione, trasformando la figura di Cristo in una presenza familiare per chi vive il quartiere.

Questo percorso devozionale ha coinvolto attivamente anche le nuove generazioni: gli studenti dell’istituto Moricino hanno infatti illustrato le quattordici stazioni realizzando cartelloni interamente in lingua locale. Secondo Alessia Del Forno, referente di Asso.gio.ca, l'entusiasmo dei ragazzi ha trasformato l'iniziativa in un profondo cammino educativo capace di narrare dolore e speranza.

Il legame con la storia è stato suggellato dall'uso di costumi d’epoca che, come sottolinea don Alessandro Overa, non hanno una funzione puramente estetica ma hanno prmesso ai partecipanti di sentirsi parte viva della narrazione sacra. In questo modo, la Via Crucis ha smesso di essere una semplice rappresentazione per diventare un’esperienza condivisa che parla alle fatiche di ogni giorno.

Già nel pomeriggio di ieri, il centro antico ha vissuto momenti di grande commozione con la processione del Gesù Morto e dell’Addolorata, tornata a percorrere le strade di Napoli dopo ben centosessanta anni di assenza. Il corteo funebre, curato dalla confraternita del Santissimo Crocifisso detta "la Sciabica", è partito dalla basilica di San Lorenzo Maggiore attraversando i luoghi simbolo della città, da piazza San Gaetano a via San Biagio dei Librai, fino all'Anticaglia.

Quaranta confratelli incappucciati e vestiti a lutto hanno scortato le statue del Cristo e della Vergine, accompagnati dalle dame che recavano i simboli della Passione, in un rito che ha richiamato migliaia di cittadini e fedeli. Parallelamente alle celebrazioni di piazza, la comunità diocesana si è riunita in Cattedrale per la liturgia della Passione del Signore presieduta dal cardinale Mimmo Battaglia.

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