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Camorra

Scontro in carcere tra i Rullo e i Marigliano

L’aggressione fisica nel penitenziario di Secondigliano: si seppe tutto all’esterno attraverso cellulari illegali

Scontro in carcere tra i Rullo e i Marigliano

Emmanuele Marigliano e Nicola Rullo

NAPOLI. «Hanno dato addosso ai miei figli», la preoccupazione di una mamma. Lo scontro interno al clan Contini, tra il gruppo Rullo e gli “scissionisti” Marigliano delle Case Nuove, si trasferì dalle strade al carcere a fine 2024.

Addirittura nei giorni di Natale nell'istituto di pena di Secondigliano, dove sono rinchiusi i detenuti per vicende di camorra, alcuni uomini vicini al boss Nicola “’o nfamone” avrebbero aggredito Emmanuele Marigliano “’o nano” e Gennaro Leone “’o cinese”, suo cognato. Del presunto scontro fisico si seppe subito all’esterno attraverso i cellulari utilizzati illegalmente dentro le mura, generando un giro di preoccupazioni tra i familiari degli aggrediti.

Le circostanze emergono tra le pieghe dell’inchiesta che ha portato in carcere la scorsa settimana, con un fermo di indiziato di delitto, Roberto Murano detto “Palli palli”, 54enne storico braccio destro di Nicola Rullo. Inquirenti e investigatori (pm della Dda e poliziotti della Squadra mobile della Questura) tra il 20 e il 26 dicembre 2024 intercettarono i genitori di Emmanuele Marigliano e la sorella, moglie di Gennaro Leone.

Così è venuto fuori che in uno dei giorni prima di Natale si sarebbe verificato un violento scontro tra esponenti del gruppo Rullo e i giovani che poco tempo si erano insediati come autonomi nella zona delle case Nuove, sfidando il boss. Non è escluso che lo stesso Nicola “’o nfamone” abbia partecipato al pestaggio, di cui però nessuno è accusato (va sottolineato) in quanto in casi del genere non sono sufficienti da sole le intercettazioni per reggere concretamente un’ipotesi di reato.

Per uno strano scherzo del destino, o più semplicemente per pura casualità, Emmanuele Marigliano fu arrestato il 21 dicembre in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare insieme ad altri affiliati e il giorno dopo toccò a Nicola Rullo essere rinchiuso a Secondigliano. Così cominciarono le preoccupazioni dei familiari, al punto che fu chiesto a coloro che erano in libertà di non aggredire per vendetta gli esponenti legati a Rullo eventualmente incontrati per strada.

La rivalità tra i Marigliano e i Rullo era cominciata poco tempo prima in conseguenza dei contrasti tra i primi e i Moffa, altra famiglia legata al clan Contini, culminati nel tentato omicidio di Giuseppe Nicola Moffa. In quel periodo le Case Nuove diventarono il teatro dello scontro a colpi di agguati e “stese”, pericolosi per passanti e automobilisti in transito.

Come nel caso di un’anziana donna ferita da un proiettile vagante nel corso di una sparatoria avvenuta all’angolo con via Galileo Ferraris. La situazione negli ambienti criminali si è tranquillizzata grazie a due operazioni di polizia, che hanno inferto duri colpi sia ai Marigliano che ai Rullo.

L’indagine della sezione Omicidi della Squadra mobile della Questura di Napoli portò alla luce la grande disponibilità di armi del gruppo Marigliano, i cui vertici rivendicavano spazi di autonomia.

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