Cerca

I lavori

Bagnoli: ok dell’Arpac, via al dragaggio

I dati dell’inquinamento durante le prime opere in corso sono buoni. Il 14 aprile incontro a Roma per la tempistica

Bonifica, lavoro al territorio

NAPOLI. L'ultima riunione che si è tenuta venerdì scorso all'Arpac (l'azienda regionale per l'ambiente) ha dato una buona notizia: dopo i primi pre-dragaggi le acque davanti alla colmata di Bagnoli non si sono intorbidite. A rilevarlo non è il commissariato di governo guidato dal sindaco Gaetano Manfredi che sta portando avanti i lavori per la Coppa America di vela, ma l'azienda regionale per l'ambiente guidata da Stefano Daniele Sorvino.

L'Arpac, con delega della Procura e indicazioni molto stringenti della Regione, ha avuto il compito insieme ai carabinieri della forestale di monitorare quotidianamente i dati sull'inquinamento durante le opere in corso a Bagnoli: sia quello a terra, quindi dell'aria, sia quello in mare e quindi delle acque.

E se per il primo monitoraggio ci sono state criticità iniziali, con più sforamenti di smog, superate solo dopo che il commissariato di governo ha adottato le prescrizioni indicate dall'Arpac, per quello a mare ad ora non ci sono stati allarmi. E non è una notizia da poco perché questo permette di accelerare con i dragaggi e con il trasferimento in discariche all'estero (soprattutto in Olanda e Belgio) della sabbia potenzialmente contaminata da scarti delle ex acciaierie.

Il dragaggio vero e proprio dovrebbe partire in settimana, i sedimenti andranno sistemati nelle piattaforme realizzate per l'essiccazione e poi, dopo la cabina di regia convocata il 14 aprile a Roma, partirà, probabilmente a fine mese, il primo trasferimento all'estero. Qualche settimana di ritardo rispetto a quanto ipotizzato inizialmente proprio per organizzare al meglio il monitoraggio, ma si tratta davvero di poco tempo.

La riunione nella sala Verde di Palazzo Chigi servirà anche alla validazione dei progetti esecutivi delle opere a mare. Il programma prevede infatti una scogliera per creare un bacino di acqua e appunto i dragaggi. Gli scavi dovranno raggiungere una quota batimetrica di circa 6,3 metri sul livello del mare per permettere alle grandi barche dell'America's Cup di approdare sulla colmata e navigare nel bacino calmo di circa 20 ettari, con apertura centrale di 85 metri che si realizzerà con la nuova scogliera a T. L'obiettivo dei trasporti via mare è anche quello di evitare che camion con sabbia attraversino il quartiere causando ulteriori disagi ai residenti che ovviamente non accetterebbero mai un transito del genere.

L'Apac ha organizzato una task force con una squadra che controlla il cantiere a terra e due centraline e una a mare con un mezzo nautico. A giorni inizieranno anche le programmate periodiche verifiche sulla balneazione della costa. E particolare attenzione sarà dedicata a quella dell'area flegrea per registrare eventuali anomalie.

«I dati iniziali delle centraline di monitoraggio del dragaggio segnalano che il livello di intorbidamento delle acque è molto confortante perché siamo mediamente tre volte sotto la soglia di guardia» afferma Dino Falconio, subcommissario alla riqualificazione di Bagnoli. Sulla colmata sorgeranno le basi dei team. L'area da programma sarà consegnata a giugno. Al momento alla Vuitton Cup, la coppa che deciderà lo sfidante di New Zealand per l'Americas' Cup sono iscritti quattro team. Con il detentore del trofeo hanno varato la nuova associazione America's Cup Partnership (Acp).

A questi si potrebbe aggiungere la squadra promossa dal miliardario ceco Karel Komárek (del gruppo Kkcg). Potrebbe gareggiare con l'imbarcazione di America Magic. Quindi le barche salirebbero a 6, ma c'è anche la possibilità che si unisca un team con bandiera australiana, ma mancano conferme ufficiali. Di certo c'è che l'Acp non ritiene rigoroso il termine scaduto il 31 marzo per iscrivere nuovi sfidanti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Il Roma

Caratteri rimanenti: 400

Logo Federazione Italiana Liberi Editori