NAPOLI. Due vecchie conoscenze della polizia, uno legato al clan Giannelli di Bagnoli e l’altro ai Vollaro di Portici, a settembre scorso si trovarono in una paninoteca di Villaricca e intervennero in un litigio alla maniera camorristica: minacciando di morte un cittadino che si era lamentato per il troppo rumore. Contro la macchina di quest’ultimo fu anche esploso un colpo di pistola, ma senza nessuna conseguenza se non il danneggiamento della carrozzeria.

L’indagine subito scattò, giungendo ieri al primo importante step: per i due indagati, Gennaro Marrazzo detto “Gennarino” e Salvatore Panico, sono scattate le manette in esecuzion di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere chiesta e ottenuta dalla Procura antimafia. Sono stati i poliziotti della sezione “Criminalità organizzata” della Squadra mobile della questura di Napoli (dirigente Alfredo Fabbrocini, vice questore Andrea Olivadese) e i colleghi del commissariato Portici- Ercolano (dirigente Amalia Sorrentino) a condurre le indagini e a eseguire all’alba di ieri l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia. I destinatari, che probabilmente tutto si aspettavano tranne che di essere incastrati per quella vicenda, hanno ricevuto in carcere il provvedimento restrittivo.

Infatti sia Salvatore Panico, 30enne di Portici, che Gennaro Marrazzo, 44enne di via Italico a Napoli, erano già detenuti per un altro reato. Ora si aggiungono nuove accuse (ferma restando la presunzione d’innocenza fino all’eventuale condanna definitiva): minaccia e porto in luogo pubblico di arma comune da sparo con l’aggravante del metodo mafioso. Le indagini, intraprese il 28 settembre 2020 e supportate da attività d’intercettazione telefonica e ambientale, hanno permesso di raccogliere gravi indizi nei confronti di Gennaro Marrazzo e Salvatore Panico in relazione alla violenta aggressione, avvenuta quel giorno a Villaricca, a un uomo del luogo semplicemente perché si era lamentato dei rumori provenienti dalla vicina paninoteca. L’agguato, compiuto poco dopo con l’esplosione di un colpo d’arma da fuoco nei confronti dell’autovettura in quel momento condotta dalla vittima,

Come contorno fu pronunciata anche una frase emblematica: “porco ti uccidiamo”. Secondo l’accusa sarebbe stato il titolare del locale a istigare il 44enne e il 30enne, dei quali non è chiaro se già si conoscevano oppure si trovavano per caso nella cittadina a nord di Napoli alla stessa ora e nello stesso posto. Salvatore Panico e Gennaro Marrazzo sono legati, rispettivamente, al clan Vollaro di Portici e al clan Giannelli, attivo tra Bagnoli, Agnano e Cavalleggeri d’Aosta. Quest’ultimo è stato arrestato appena il 18 novembre scorso nell’ambito di un’inchiesta che ha colpito la criminalità organizzata dell’area flegrea di Napoli. Un duro colpo giudiziario, quello inflitto alla cosca capeggiata dal ras Alessandro Giannelli, nel quale “Gennarino” è accusato di due estorsioni di cui cui sarebbe reso protagonista insieme ad altri personaggi di primo piano del gruppo malavitoso con base a Napoli Ovest. Con il nuovo ordine di arresto eseguito ieri mattina dalla polizia la sua permanenza in carcere, ferma restando la presunzione di innocenza fino a prova contraria, rischia però di rivelarsi ancora più lunga del previsto.