«Compagne e compagni, amiche e amici, cittadini di Napoli». Ha esordito così Antonio Bassolino, candidato sindaco di Napoli 22 anni dopo aver lasciato la poltrona più alta di Palazzo San Giacomo, aprendo il suo comizio in piazza Carità, nel centro cittadino. Dopo tanto tempo Bassolino torna a misurarsi con la piazza, trovando ad ascoltarlo circa 500 persone, tra cui molti suoi fedelissimi.

«La vostra partecipazione - ha aggiunto Bassolino - dimostra che si è colto il senso profondo di questa iniziativa: un comizio classico, parte del senso più profondo della politica che dev'essere fatta di social ma anche di rapporto umano. Così molti di noi abbiamo imparato a fare politica, arte nobile dell'umanità. Da tanto tempo non si faceva un comizio ed è per Napoli che oggi noi siamo qui».

Bassolino ha rivendicato il suo ruolo di «uomo delle istituzioni» in particolare nel passaggio sul rinvio delle amministrative: «Vediamo che in questi giorni si vota alle primarie, perché non potevamo votare nei seggi? Tanti cittadini pensano che le elezioni siano state spostate perché diversi partiti non erano pronti, io sono un uomo delle istituzioni e non dico niente. Visto che le elezioni sono state spostate misuro i passi, faccio “passo dopo passo"». 

In un altro passaggio del suo intervento: «La mia candidatura a sindaco nasce a Napoli, non a Roma, su spinta di tanti cittadini. E per Napoli che si vota ora, poi voteremo per il Parlamento e altre elezioni, e quindi è a Napoli e non a Roma che si decide chi dev'essere il sindaco di Napoli». «Il sindaco di Napoli - ha aggiunto Bassolino - lo decidono i cittadini, che hanno il diritto e il dovere di eleggere il loro sindaco di Napoli».