di Bruno Pavone

NAPOLI. Un deposito di armi in un posto insospettabile. Case popolari che diventano palazzi super lusso. E poi disoccupati che chiedono posti di lavoro. C’è questo e altro nei lunghissimi racconti che Nunzio Daniele Montanino fa ai pm della Dda che il Roma pubblicherà a puntate nei prossimi giorni. È un collaboratore di giustizia molto vicino al clan De Micco e per i boss ha fatto di tutto e di più. Si è pentito delle sue scelte e ha iniziato a parlare con i pm. «Sono detenuto per il reato di camorra e appartengo al clan De Micco. In un mio momento di debolezza mi avvicinai a Luigi De Micco e verso il 2015 decisi di mettermi al suo servizio: facevo l’autista. nel mentre riuscii a guadagnare la sua fiducia e per questo iniziò a parlare con me di omicidi e soprattuto mi prestai ad aiutare alla latitanza di Francesco Di Bernardo e Flavio Salzano, che è morto».

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