«Mi sembra veramente assurdo dover spiegare che siamo stati esclusi perché siamo arrivati due minuti prima, non dieci minuti dopo. Cercheremo di spiegarlo meglio, forse non siamo stati sufficientemente incisivi davanti al Tar. Spiegheremo anche partendo dalla motivazione del Tar che arrivare due minuti prima è una cosa legittima e non una cosa che può comportare un vulnus significativo alla vita democratica di questa città escludendo una parte importante del centrodestra. Noi vogliamo che sia una competizione sana, leale e ad armi pari». Lo ha detto Catello Maresca candidato sindaco di Napoli del centrodestra, che ha tenuto una conferenza stampa sull'esclusione di 4 liste a sostegno della sua candidatura (due civiche, la Lega e il partito animalista). 

«È chiaro che io mi aspetto di concentrarmi su contenuti e programmi - ha aggiunto Maresca - e dover dedicarsi anche a questo è un ulteriore aggravio di tensione emotiva. Non nascondiamo che è una cosa che non ci aspettavamo, che dobbiamo risolvere e che ci distoglie dalle cose più importanti. Non è una delusione, lo è per il fatto che siamo qua a parlare non di programmi, ma di due minuti prima o dopo».

«I nemici non sono i giudici del Tar o del Consiglio di Stato. - ha poi spiegato - Accetteremo qualsiasi verdetto». «La nostra minaccia è un'altra e si chiama Manfredi. È il demanfredis - aggiunge il magistrato in aspettativa - un organismo geneticamente modificato metà de Magistris e metà Manfredi, un'accozzaglia che parte da Nola e finisce a Sant'Antimo e vuole venire a governare a Napoli. Noi siamo l'alternativa a questo gruppo di potere». 

Maresca lancia l'allarme sugli «sciacalli» che avrebbero «cercato di avvicinare i nostri candidati per accaparrarsi loro eventuali sostegni». «C'è tutto un mondo - ha spiegato - che sta cercando di avvicinare i nostri candidati, alle municipalità e al consiglio comunale, cercando di accaparrarsi loro eventuali sostegni. Mi sembra di cattivo gusto, al di là di una pratica che avviene fuori tempo massimo e manifesta per chi lo fa un degrado politico e morale veramente da disprezzare che a me fa addirittura vomitare». 

L'accusa, ha sottolineato Maresca, «non è rivolta a Manfredi, è rivolta a tutti coloro che sanno bene chi sono. Se dovessero aumentare questo tipo di sollecitazioni - ha aggiunto - valuteremo anche la possibilità di presentare degli esposti. È un'attività che non si può fare e va stigmatizzata ora e durante il voto. Il voto di scambio è ancora un reato nella nostra città e io chiederò, soprattutto nei giorni antecedenti e successivi, alle forze dell'ordine e alla magistratura, un'attenzione precisa verso questo tipo di atteggiamento».

«Il nostro progetto va avanti, noi andiamo avanti coesi. Ci sono tante altre liste civiche e politiche che rappresentano il nostro progetto - ha spiegato Maresca - e c'è la possibilità di far convergere i voti su questo. Chi crede nel progetto vota Maresca a prescindere». A chi gli ha chiesto se è pentito di essersi candidato, ha risposto: «Io nella mia vita professionale ho avuto a che fare con pentiti per altri motivi. Non mi pento e vado avanti, il nostro progetto ha prospettive di lunga durata di partecipazione reale alla vita di questa città. Sicuramente non è un intoppo burocratico che mi può far fare rimangiare o pentire della scelta fatta, è una scelta di vita che ho fatto con consapevolezza e consapevole delle difficoltà che ci possono essere durante il percorso».