"La prospettata chiusura del cinema Arcobaleno è una ferita per la città". Lo dichiara il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris. "Non si può accettare in tempi di pandemia culturale la chiusura di una sala cinematografica, a Napoli che è il primo set cinematografico all'aperto d'Italia. Nemmeno si può sospettare - aggiunge de Magistris - che la chiusura sia dovuta all'insostenibilità dei costi dovuti agli effetti della pandemia sanitaria. Il Governo batta un colpo. Metta in campo misure economiche adeguate per scongiurare la chiusura degli spazi culturali".

Secondo de Magistris "in questo anno si è avuta l'impressione che, per i Governi, la cultura sia qualcosa a cui si possa rinunciare. La cultura non è intrattenimento, è vita e lavoro. Scongiuriamo quindi la chiusura del cinema Arcobaleno", conclude de Magistris.

CALA IL SIPARIO PER L'ARCOBALENO

Per il cinema Arcobaleno è calato davvero e definitivamente il sipario. Ieri è iniziato lo smantellamento degli arredi. «È stato un giorno triste per i cinefili partenopei ma anche per tutti quei vomeresi che, in oltre sessant'anni di vita, hanno avuto occasione di trascorrere in quelle sale tante bellissime ore. Sono iniziati i lavori nei locali del cinema Arcobaleno in via Consalvo Carelli che, abbandonata la sua destinazione storica, a breve, stando a quando si è potuto apprendere sui luoghi, vedrà nascere al suo posto un centro commerciale cinese».

Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, già agli inizi del 2014, si era battuto contro questa chiusura e il successivo cambio d’uso, promuovendo un flash mob e una petizione, per scongiurare la scomparsa della storica sala cinematografica. Ma a quanto si vede da ieri in via Carelli è stata una vittoria di Pirro.

«Purtroppo - sottolinea Capodanno -, a differenza di quanto avvenuto sei anni fa, questa volta non ci sarà un lieto fine, con la riapertura della sala cinematografica, dopo la battaglia sostenuta dai cittadini.

La pandemia ha messo for temente in crisi il settore e la preoccupazione è che a questa scomparsa ne possano seguire altre. Da mesi si parla anche della possibilità che anche il cinema-teatro Acacia, posto nel limitrofo quartiere Arenella, potrebbe cambiare destinazione d'uso». Il cinema Arcobaleno fu inaugurato alla fine degli anni Cinquanta con il nome Stadio a ragione della vicinanza con lo stadio Collana che all’epoca ospitava le partite del Napoli.

Successivamente, con il boom delle sale cinematografiche, agli inizi degli anni Novanta, si ebbe la trasformazione con la nascita della multisala, con quattro sale e un’offerta variegata che comprendeva anche film d’autore e blockbuster.

«Purtroppo - aggiunge Capodanno - su otto sale cinematografiche presenti solo nell’ambito del quartiere Vomero, un territorio di poco più di due chilometri quadrati d’estensione, che alla metà del secolo scorso vantava la più alta concentrazione di questo tipo di strutture, già negli anni appena passati ne avevano chiuso cinque, l’Ideal in via Scarlatti, dove attualmente è ubicato un megastore, l’Ariston in via Morghen, sostituito da una banca, il Colibrì in via de Mura, sostituito da un club fitness, il Bernini, sostituito da un negozio di abbigliamento per bambini e l’Abadir, già Orchidea, in via Paisiello dove è nato l’ennesimo supermercato».

Un controsenso, in quanto proprio al Vomero, in via Cimarosa, nacque nel lontano 1909 il cinema italiano con gli stabilimenti della Lombardo film che avrebbe dato vita alla più grande casa cinematografica italiana: la Titanus.

«Purtroppo - conclude amareggiato Capodanno - oltre agli effetti della pandemia, paghiamo la totale assenza d'iniziative per evitare la scomparsa di luoghi di cultura. Da tempo invece in altre città italiane, i consigli comunali hanno approvato apposite norme, cosiddette “salva-cinema”, che consentono, attraverso apposite convenzioni, la sopravvivenza di sale storiche.