La Corte di appello di Napoli – IV sezione penale – ha escluso l’aggravante di mafia relativamente alla associazione di narcotraffico denominata “clan D’Amico”.
La decisione è intervenuta dopo che la  Corte di Cassazione aveva annullato la precedente decisione di appello che, viceversa, aveva affermato la sussistenza della mafiosità circa il narcotraffico svolto dai sodali operanti in Napoli, Ponticelli, Quartieri Spagnoli e Volla.
La Suprema Corte condivise sul tema il ricorso proposto dagli avvocati e, oggi, all’esito del giudizio di rinvio, la Corte di appello ha escluso l’aggravante mafiosa e, conseguentemente, ha rideterminato le pene :
a Fico Wagner, difeso dall’avv. Dario Vannetiello, in anni 7, mesi 9 e giorni 10 (anni 10);
 
ad Aloia Carmine, difeso dagli avvocati Mario Bruno e Leopoldo Perone, in anni 14 (anni 17 e mesi 4);
a Buonocore Delilah, difeso dagli avvocati Domenico Dello Iacono e Luigi Ferro, anni 13 e mesi 4 (anni 16 e mesi 8);
ad  Ercolani Salvatore, difeso dall’avv. Domenico Dello Iacono, anni 18 (anni 20);
a Scarallo Anna, difesa dagli avvocati Bruno Carafa e Luca Mottola, anni 13 e mesi 4 (anni 16 e mesi 8);
a Lauria Rosario, difeso dall’avv. Carmen Di Meo, in anni 7, mesi 9 e giorni 10 (anni 9 e mesi 4).
 
Sono poi anche intervenute delle riduzione di pena alla luce di parziali assoluzioni:
De Luca Enea (avvocati Antonella Regine e Giuseppe Annunziata) anni 6 e mesi 8 ( anni 8 e mesi 8), 
Grandulli Salvatore (avv. Rosario Marino), anni 6 e mesi 4 (anni 9 e mesi 4)
Scarallo Rosaria (avvocati Bruno Carafa e Luca Mottola), in anni 12, previo riconoscimento della continuazione con altra sentenza irrevocabile.
Ma la decisione  più sorprendente è stata la revoca della custodia cautelare in carcere  per Fico Wagner, revoca intervenuta anche per Grandulli Salvatore e Lauria Rosario.
I tre accusati hanno ottenuto un doppio risultato: riduzione della pena e totale remissione in libertà.