La Procura di Napoli ha chiesto al gip l'archiviazione per i 9 indagati nell'inchiesta sul flash mob tenuto il 25 marzo 2019 dal cantante neomelodico Tony Colombo alla vigilia delle sue nozze con Tina Rispoli, vedova di Gaetano Marino, fratello del boss Gennaro Marino, ucciso in un agguato di camorra a Terracina il 23 agosto 2012. Tra gli indagati, oltre a Tony Colombo, figurano Claudio de Magistris, fratello dell'allora sindaco di Napoli Luigi de Magistris e all'epoca dei fatti presidente della Commissione pubblico spettacolo del Comune (difeso dall'avvocato Enrico von Arx) e Sarah Terracciano, segretaria particolare del sindaco (difesa dall'avvocato Maria Ancora).

Per loro, così come per Tony Colombo e Mafalda Fasanella, quest'ultima membro della segreteria del sindaco, l'accusa è di abuso d'ufficio; per altri 5 indagati, ufficiali e agenti della Polizia municipale, il reato ipotizzato è omissione di atti d'ufficio.

I pm Vincenzo Marra e Maurizio De Marco hanno chiesto l'archiviazione «perché gli elementi acquisiti non sono idonei a sostenere l'accusa in ordine quanto alla sussistenza dei fatti ovvero che i fatti costituiscano reato». Quello che era qualificato come flash mob è poi diventato un vero e proprio concerto in piazza sul quale anche la Polizia municipale di Napoli aveva aperto le indagini, acquisendo i tanti video pubblicati sui social network.

Due giorni dopo, in occasione delle nozze, è stato anche organizzato un corteo con carrozze, cavalli e giocolieri che ha creato il caos in corso Secondigliano, mentre la calca dei fan all'esterno del Maschio Angioino, dove si è celebrato il rito civile, ha richiesto l'intervento dei vigili urbani. Nel caso del flash mob a piazza del Plebiscito, scrive la Procura, «risulta provato che l'evento, nei termini in cui effettivamente poi si è svolto, non fosse autorizzato. Non vi è invece sufficiente piattaforma probatoria che ciò sia avvenuto nella consapevolezza piena sia delle autorità preposte ai controlli amministrativi preventivi e durante l'evento».