NAPOLI. «L'esperienza ci ha insegnato che la criminalità organizzata in queste situazioni critiche non soffre, ma riesce a trarre forti vantaggi. È importante che chi governa stia molto più vicino alla povera gente e alle persone in difficoltà, perché sono loro gli obiettivi principali della criminalità organizzata». Così all'Adnkronos Catello Maresca, sostituto procuratore presso la Direzione distrettuale antimafia di Napoli, sui rischi di sfruttamento dell'emergenza coronavirus da parte della criminalità organizzata. Maresca richiama alla memoria quanto accaduto «con il post terremoto del 1980, uno degli eventi più drammatici della storia recente della Campania: proprio in quel periodo, ed è storia giudiziaria, il clan dei Casalesi è diventato il clan dei Casalesi, sfruttando la legislazione emergenziale della ricostruzione». 

Commentando quanto riportato da alcuni organi di stampa riguardo tentativi di infiltrazione già in atto da parte della criminalità organizzata, Maresca spiega di non avere elementi per giudicarne o meno l'attendibilità, ma, aggiunge, «sicuramente sulla base dell'esperienza del passato possiamo dire che la grossa operazione di proselitismo nei momenti di crisi da parte della criminalità organizzata è un investimento. Basta una spesa, un sostegno economico, un prestito. Dobbiamo sempre partire dal presupposto che questi soggetti hanno accumulato nel tempo una disponibilità economica significativa, che lo diventa particolarmente nei momenti di crisi, quando gli altri non hanno nulla o hanno molto poco». Per questo, aggiunge, «se dovessi dare un suggerimento a chi ci governa in questo momento, sarebbe quello di stare molto più vicino alla povera gente e alle persone in difficoltà, perché questi sono gli obiettivi principali della criminalità organizzata. Una spesa o un prestito oggi per soddisfare le esigenze primarie di una famiglia in difficoltà, domani possono significare un nucleo familiare a disposizione delle organizzazioni criminali per le più svariate attività, dalla custodia di una partita di droga al trasporto o allo spaccio. Prevenzione significa anche questo, far sentire la presenza dello Stato oggi, perché la storia ci insegna che in queste situazioni la criminalità organizzata attecchisce e prospera». 

Senza entrare nello specifico dei provvedimenti, le misure annunciate dal Governo «vanno in questa direzione, almeno come input. Poi è importante dare seguito e concretezza. Non so come verranno gestiti e dove andranno i fondi, ma su questo servirà molta attenzione sul territorio. La scelta sulla modalità e sui tempi della distribuzione degli aiuti è fondamentale. Noi - ricorda Maresca - combattiamo da sempre una battaglia impari contro un'organizzazione che ha modalità operative molto più semplici e snelle, non burocratizzate. Un prestito della criminalità organizzata è più semplice da ottenere rispetto a quello di una banca o a un incentivo da parte dello Stato. In questo momento più di altri bisogna far comprendere che lo Stato c'è, che lo Stato opera nell'interesse dei cittadini e che è più conveniente aspettare il sussidio statale piuttosto che rivolgersi a persone che, quel tipo di aiuto, lo faranno pagare a caro prezzo», conclude.