NAPOLI. «Ho assistito personalmente ad una tragedia che ha investito la famiglia di un caro amico e ho capito che purtroppo, oltre alle vittime dirette del coronavirus ne esistono altre indirette non meno importanti e che vanno assolutamente salvate e tutelate subito in maniera professionale e quanto meno traumatica possibile per il loro futuro già così straziato. Mi riferisco ai minori, figli dei pazienti deceduti o affetti da coronavirus e ricoverati in ospedale», che «appaiono in buona salute e privi di sintomatologia ma che avendo vissuto in stretto contatto con i genitori affetti, loro malgrado, risultano essere delle bombe contagiose e quindi da dover rimanere in isolamento. Ma dove e con chi soprattutto?». È quanto denuncia l'avvocato Angelo Pisani, presidente dall'associazione napoletana “Noi Consumatori". «Con i nonni o con altri familiari è un'ipotesi improponibile e da evitare assolutamente per il rischio di altri contagi e vittime tra gli adulti, come è impensabile un mero ricovero in ospedale, in quanto gli sfortunati bambini sono asintomatici e privi di assistenza parentale per tutelare anche i parenti. Purtroppo - continua Pisani - il governo pare non aver previsto tali eventualità che con il passare dei giorni ed il conto di morti e contagiati, come oggi avvenuto a Napoli, diviene sempre più frequente. Non sapendo come poter tutelare questo bambino, a tutela di tutti i minori, chiedo ai presidenti di regione e subito al presidente De Luca per il caso napoletano, di provvedere alla organizzazione di ambienti idonei, anche tramite requisizione di alberghi e strutture, per bambini con operatori formati, per l'accoglimento dei minori portatori asintomatici privi temporaneamente dei loro familiari e per la loro cura. Lo stesso ovviamente dovrebbe valere anche per gli adulti che però rispetto a un bambino possono autogestirsi». «Non si può perdere altro tempo, neanche un'ora - conclude Pisani - tutelare i bambini e le famiglie già vittime di questa guerra globale ha la massima priorità. Se non si provvede ad horas lo sfortunato bambino napoletano, che ha già perso il papà e non può stare con la madre in condizioni di salute precarie che richiedono imminenti cure ospedaliere, rischia anche di danneggiare la salute pubblica e dei familiari oltre che riportare danni indelebili con tragiche conseguenze a catena».