NAPOLI. Fare la spia con le forze dell’ordine nel quartiere dominato da quello che all’epoca era il clan più potente di tutta la regione poteva rivelarsi uno sgarro da pagare a carissimo prezzo. Salvatore Ferraiuolo ne era a conoscenza, ma nonostante ciò decise di continuare a elargire soffiate favorendo, in almeno una circostanza, i blitz degli uomini dello Stato. Il boss Luigi Giuliano non ci mise molto a presentargli il conto e di lì a breve ecco che arrivò l’ordine di morte.