"A Poggioreale, ancora una volta, solo il tempestivo intervento del personale penitenziario ha evitato la tragedia: nella serata di ieri al Reparto Venezia un detenuto ha dato fuoco alla sua cella, mettendo a rischio anche il compagno di cella. Le fiamme si sono rapidamente diffuse con il propagarsi dell'intensità di fumo ed hanno richiesto l'evacuazione dell'intero primo piano. Gli agenti hanno deciso di continuare il proprio turno di lavoro per assicurare il soccorso e l'assistenza ad alcuni detenuti mettendoli in salvo". Lo riferisce, in una nota a firma del segretario generale Aldo Di Giacomo, il Sindacato Polizia Penitenziaria che ha proposto il riconoscimento dell'Amministrazione Penitenziaria al personale che ha svolto "un lavoro difficile".

"Non è stata casuale la mia scelta di iniziare il tour tra le carceri agli inizi di aprile proprio da Poggioreale che - sottolinea Di Giacomo - insieme agli altri istituti della Campania si rivela tra i peggiori di Italia per sovraffollamento, carenza organici, suicidi e morti per altre cause di detenuti, aggressioni e violenze al personale, rivolte, traffico di droga, diffusione di telefonini". Poi dal segretario la situazione, fotografata a fine febbraio, delle carceri in Campania: nei 15 istituti campani sono detenute 7.480 persone (di cui 366 donne e 942 stranieri) a fronte di una disponibilità di 6.169 detenuti. Al sovraffollamento si aggiungono circa 1.300 agenti in meno rispetto a quelli previsti dalle varie piante organiche delle carceri; la carenza più grave riguarda Poggioreale e Secondigliano, dove mancano all'appello circa 500 uomini in divisa. "Con la gestione di detenuti 'problematici' specie quanti hanno problemi psichici - aggiunge Di Giacomo - la prima criticità è quella delle aggressioni e delle violenze contro il personale penitenziario".