Anche l'Università Federico II di Napoli riapre i battenti dopo la fase del lockdown e lo fa con «ottimismo, molta organizzazione, aule cablate, nuove “aule gemelle" dotate di tecnologie e sistemi di telecamere smart». A sottolinearlo è il rettore dell'ateneo napoletano Arturo De Vivo che, intervistato dall'Adnkronos, anticipa i nuovi scenari nell'era Covid-19.

«Intanto abbiamo aperto le iscrizioni l'1 settembre e rileviamo già un incremento di 1/3 delle iscrizioni delle matricole rispetto allo stesso periodo del 2019» scandisce De Vivo. «Questo dato è confortante -osserva- e quello che possiamo dire è che siamo ottimisti, sebbene molto consapevoli dei rischi della pandemia, e che abbiamo lavorato intensamente per organizzare al meglio questa riapertura».

De Vivo - che si appresta a lasciare la guida della Federico II dopo aver raccolto il testimone dall'allora rettore Gaetano Manfredi divenuto Ministro dell'Università e Ricerca - ricorda che a supporto della formazione la No Tax Area dell'Ateneo partenopeo «è stata portata dai 20mila euro previsti dal Governo a 24mila euro, più abbiamo assicurato ulteriori sconti nella fascia di reddito fra 24.000 e 30.000 euro». Ciò vuol dire, spiega, «che quest'anno la maggioranza degli studenti nel nostro Ateneo non pagherà le tasse con buona pace del diritto allo studio che noi sosteniamo con forza». «Siamo tutti noi convinti che finché ci sarà questa pandemia di coronavirus non dobbiamo lasciare l'Università vuota» assicura il rettore.

Così, per garantire il massimo della presenza in sicurezza, «gli studenti della Federico II hanno a disposizione 400 nuove “aule gemelle", ambienti contigui e collegati fra loro che raddoppiano di fatto la capienza di un'aula in cui si può fare lezione, a fronte di un taglio obbligato del 50% degli studenti in presenza».

In pratica, De Vivo riferisce che «se il docente fa lezione “fisicamente" presente in uno dei due ambienti, nell'aula contigua può essere seguito dagli studenti grazie ad una telecamera smart a circuito chiuso». Non solo.

«Nell'aula dove non c'è il docente - spiega ancora De Vivo- è invece presente un tutor per mantenere il contatto diretto con i ragazzi. Con questo sistema, e grazie al cablaggio delle aule e alle telecamere smart, gli studenti restano fermi ai loro posti con distanziamento garantito mentre a muoversi fra un ambiente e l'altro sono solo il docente ed il tutor». «È un sistema che funziona e che abbiamo già collaudato su una trentina di aule» assicura ancora il rettore.

Dunque alla Federico II si punta a garantire la massima presenza in sicurezza «e dove si costretti a scegliere si continua con le lezioni online. Per prenotarsi alle lezioni in presenza abbiamo realizzato l'app Goinstudent, l'applicazione consente allo studente anche di conoscere la capienza e se potrà seguire la lezione in presenza in base alla tempistica di prenotazione. In questo modo è garantita una rotazione fra i ragazzi, fra didattica in presenza e didattica a distanza» aggiunge infine De Vivo.