È stato firmato il Patto educativo per la Città metropolitana di Napoli. Il ministero dell'Istruzione unisce le forze con istituzioni territoriali, enti locali, Arcidiocesi e organizzazioni del volontariato e del Terzo settore: l'obiettivo è arginare la dispersione scolastica e il disagio formativo accompagnando studenti e studentesse nel loro percorso di crescita. Un accordo che arriva nel momento in cui c'è più necessità. Nell'area della Città metropolitana di Napoli ci sono infatti zone in cui si concentrano i tassi di abbandono scolastico più alti. Numeri che incidono anche sull'intera Campania la quale, secondo i recenti dati Istat, è al 16,4% sulla percentuale degli studenti che ha lasciato gli studi prima del conseguimento del diploma di secondo ciclo o della qualifica professionale triennale. Non più incoraggianti le statistiche Invalsi: l'area della Città metropolitana di Napoli presenta, per ogni grado d'istruzione, percentuali due volte superiori alla media nazionale relativamente alla «fragilità negli apprendimenti». Nello specifico sono 41,1 i milioni che saranno prelevati dai fondi del Pnrr e assegnati a 217 istituzioni scolastiche (78 nel solo Comune di Napoli) del territorio. Utilizzando queste risorse si punterà a rafforzare il ruolo della scuola come laboratorio sociale e di comunità, ampliando l'offerta formativa e le opportunità di apprendimento. È previsto il consolidamento di attività didattiche ed educative personalizzate (anche con programmi di mentoring e tutoring), e verranno favoriti il protagonismo e la partecipazione attiva dei giovani e delle loro famiglie, promuovendo percorsi di cittadinanza attiva e di solidarietà. 

«È il primo patto che facciamo in Italia e lo facciamo a Napoli che è una città che con tutte le difficoltà è riuscita a esprimere una capacità di sperimentazione e innovazione che è di riferimento per tutto il Paese», spiega il ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi che sottoscrive l'intesa e annuncia anche un impegno ancora maggiore per tutta la Regione: «Con tutte le attività che stiamo svolgendo come ministero, le nuove scuole, gli asili nido, si mettono insieme qualcosa come 800 milioni per la Campania. Sono tante risorse che il Pnrr ci permette di investire per evitare che i ragazzi si disperdano». Tornando sul Patto Bianchi spiega che l'accordo garantirà «l'apertura delle scuole per tutto il giorno, attività speciali per i ragazzi più a rischio, ma soprattutto farà quel tipo di scuola che permette l'integrazione anche dei tanti ragazzi che arrivano con un percorso di immigrazione. Una cosa concreta, precisa, con risorse che diamo direttamente alle scuole, alle quali si aggiungono quelle delle altre istituzioni». 

A procedere alla firma del Patto, avvenuta sul promontorio di Nisida, nel cortile antistante l'istituto penale minorile, ci sono anche il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, l'assessore all'Istruzione della Campania Lucia Fortini, il Prefetto Claudio Palomba, l'Arcivescovo Metropolita Don Mimmo Battaglia (che è stato tra i primi a invocare un'intesa di questo spessore), il portavoce del Forum Terzo Settore Campania Giovanpaolo Gaudino e il presidente dell'Impresa Sociale "Con i bambini", Marco Rossi Doria. Presente per l'occasione anche la ministra dell'Interno, Luciana Lamorgese, che commenta con soddisfazione il raggiungimento dell'accordo: «La mia partecipazione qui è per testimoniare l'importanza che io ritengo debba avere questo Patto firmato oggi - spiega Lamorgese -. Ho sempre pensato che la cultura della legalità sia una precondizione per lo sviluppo armonico della società. Usciamo da un periodo di pandemia difficile per tutti, ma che ha visto i ragazzi chiusi in casa in mancanza di rapporti umani fondamentali a una certa età. Anche gli episodi di violenza hanno avuto un incremento del 14% circa, c'è stato un aumento del bullismo (7%) nei confronti dei minori da parte di altri minori». 

«Dietro questi numeri valutiamo iniziative che il governo locale e nazionale devono mettere in campo. Il futuro del nostro Paese è in mano ai giovani, bisogna costruire un percorso di vita che li veda protagonisti. La sfida che abbiamo lanciato con questo Patto venga raccolta da tutti, non solo da coloro che sono stati sottoscrittori. Un accordo importante - spiega il ministro dell'Interno - perché mette al centro i giovani, che sono il futuro del Paese e devono avere un futuro»