NAPOLI. Si svolgerà domani e dopodomani all'hotel degli Ulivi Gragnano la 15esima riunione stabiese di epatologia con i maggiori specialisti italiani. Si discute di intelligenza artificiale, personalizzazione delle cure, screening per l’epatite C, ma anche della battaglia contro la sindrome metabolica. Il reparto di medicina interna Castellammare/Gragnano diretto da Carmine Coppola è un centro di riferimento nazionale per il management delle malattie del fegato e del trapianto, ma anche scuola di ecografia clinica. Nella gestione dei programmi di eradicazione dell’epatite C ha realizzato performance che lo hanno collocato ai primi posti in Italia per efficacia e volumi di attività, riuscendo a trattare oltre 5mila pazienti, tanto che si è affermato un vero e proprio modello-Gragnano.
Nel lontano 31 maggio 2001 inizia l’avventura della Riunione Stabiese di Epatologia con cadenza prima biennale e poi annuale.
«L’epatologia - spiega il direttore generale Asl Napoli 3 Sud Giuseppe Russo - è una disciplina in continua evoluzione. Nel terzo millennio l’implementazione dell’intelligenza artificiale e la personalizzazione delle cure, rappresentano la sfida più interessante da affrontare in campo epatologico. Per la nostra azienda la struttura di Gragnano diretta dal dottor Carmine Coppola è un fiore all’occhiello. Il nostro obiettivo è quello di migliorare gli standard qualitativi delle cure offerte e puntare decisi sulla prevenzione con i programmi di screening».

«Chi opera in questo campo - aggiunge Carmine Coppola direttore del centro epatologico di Gragnano e presidente del congresso - deve aggiornarsi continuamente. L’eliminazione dell’epatite C, come obiettivo dato dall’Oms per il 2030, ci vede ancora impegnati in progetti di screening e cura rivolti a fasce di popolazione target. Le nuove terapie per la cura dell’epatite Delta sono ormai disponibili. Ma il presente è di certo focalizzato sulla steatosi epatica. La principale cause di malattia di fegato nei paesi occidentali, con un costo esorbitante per i sistemi sanitari». La modifica dello stile di vita e quindi l’adesione alla dieta mediterranea rappresentano attualmente l’unica strategia terapeutica valida. L’applicazione dell’intelligenza artificiale può permettere al medico di stratificare la popolazione in base al rischio di sviluppare le complicanze della malattia, per concentrare energie e risorse sui pazienti più fragili. Obiettivo del futuro è una medicina di precisione che preveda strategie diagnostiche e terapeutiche “sartoriali”, cucite sul singolo paziente al fine di evidenziare le complicanze della malattia di fegato nelle fasi più precoci. La Riunione Stabiese di Epatologia, giunta alla XV Edizione, si rivolge agli specialisti ed a tutte le figure delle professioni sanitarie coinvolte nel percorso diagnostico-clinico e terapeutico del paziente.