«Siamo molto amareggiati per il comportamento del Comune di Napoli che per la quarta volta ci ferisce senza motivo: il sindaco ci promise di provvedere alle spese della cremazione ma poi nulla di fatto; poi individuarono uno spazio per Pio nel cimitero di Pianura, ma è risultato inidoneo poiché al di sotto passava l'acqua piovana; poi ci hanno promesso uno stele da installare sulla tomba di cui non abbiamo ancora nessuna notizia. Ora, infine, il giorno prima dell'inaugurazione del centro che gli doveva essere intitolato oggi a Pianura, veniamo a sapere che non il centro ma solo una delle aule ricorderà Francesco Pio Maimone: una decisione che, a nostro avviso, vanifica del tutto il segnale che si voleva dare ai ragazzi del quartiere».

Lo rende noto l'avvocato Sergio Pisani, legale della famiglia di Francesco Pio Maimone, l'aspirante pizzaiolo ucciso nelle prime ore del 20 marzo 2023 sul lungomare di Napoli da un proiettile vagante esploso al culmine di una lite scoppiata solo per un pestone su un paio di scarpe griffate a cui la vittima era estranea. Oggi, davanti alla Corte di Assise di Napoli, è in corso una delle udienze del processo sull'omicidio di Francesco Pio, a cui stanno assistendo, come sempre i suoi genitori. Alle 15 era prevista la cerimonia di intitolazione del centro giovanile di Pianura 'Casa della cultura' a Francesco Pio Maimone, alla presenza del sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, che però stamattina è stata rinviata.