NAPOLI. Una cena in famiglia come tante. Gli adulti parlano di lavoro, i bambini trascorrono il tempo scherzando e giocando. Succede però che nella roccaforte del clan Sibillo, a due passi da piazza San Gaetano, i discorsi dei grandi diventino i traffici di droga e le estorsioni da imporre alle pizzerie del quartiere. Ma succede anche, e soprattutto, che un bambino di appena sei anni si ritrovi per caso con una pistola tra le mani: «Ma questa spara?». Per un istante, uno solo e interminabile, nella stanza cala il gelo.