«Sono trascorsi trentacinque anni dal feroce assassinio di Giancarlo Siani, giovane cronista de Il Mattino di Napoli, autore di coraggiosi articoli sulle attività criminali dei clan della camorra e sui loro conflitti interni. Giancarlo Siani fu ucciso proprio per il lavoro svolto, per l'onestà e l'intelligenza con cui onorava il diritto alla libera informazione, raccontando i delitti della malavita e le trame di chi ne tirava le fila». È quanto si legge nel messaggio inviato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella al presidente della Fondazione Giancarlo Siani onlus Gianmario Siani.

«Le organizzazioni camorristiche non tollerarono che fosse svelato ciò che volevano restasse occulto: dagli affari illeciti alle complicità, alla violenza, che lasciava scie di morte: comprimevano libertà e opportunità in ogni campo della vita economica e sociale -prosegue il capo dello Stato-. In questo giorno di memoria per Napoli e per l'intera comunità civile, desidero esprimere a Lei un sentimento di solidarietà e gratitudine per l'impegno civile che negli anni è stato promosso, a partire dal dolore di una ferita purtroppo insanabile». 

«Giancarlo Siani è stato testimone del miglior giornalismo: sarà sempre un esempio di coraggio e di professionalità per chi ha lavorato con lui e per chi intraprende, con idealità e passione, la strada del giornalismo», dice ancora Mattarella. «Il sacrifico di Giancarlo Siani resterà nella coscienza di tante persone oneste che si battono per contrastare l'illegalità e le mafie con gli strumenti della civiltà, della cultura, con il rispetto della verità e delle regole. Le condanne inferte ai killer e ai mandanti di Siani, al termine del percorso processuale, sono una prova ulteriore che le mafie possono essere sconfitte e che verranno certamente sconfitte», conclude Mattarella.

«Giancarlo Siani rappresenta una figura importantissima per Napoli, un giornalista di 26 anni, ucciso in quel modo, per fare il suo lavoro, è un esempio positivo, che ricorda anche quanto la nostra città e la nostra Regione siano feroci». Cosi il presidente della Camera, Roberto Fico, alla manifestazione in ricordo di Giancarlo Siani, a Napoli. «Dobbiamo lottare ogni giorno, strada per strada, perché la città sia completamente liberata dalla camorra».

«Siamo orgogliosi di annoverare tra gli eroi della nostra città Giancarlo Siani che a soli 26 anni morì perché non si girò dall'altra parte e raccontò gli intrecci tra camorra e politica. La democrazia ha bisogno di un giornalismo libero e autonomo allora come ora». Lo ha detto il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, in occasione della cerimonia a Rampe Siani, lì dove il giovane giornalista fu ucciso dalla criminalità organizzata il 23 settembre 1985. Il sindaco ha deposto una corona sotto la targa in memoria di Giancarlo. Una cerimonia che quest'anno si è svolta senza la partecipazione delle scuole a causa del Covid. «Senza i ragazzi è tutto più amaro - ha aggiunto - ma la memoria non viene certo cancellata da una pandemia momentanea anzi mai come in questo momento c'è bisogno di impegno civile, di coraggio, di narrazione, di verità e di giornalisti autonomi e scomodi, di inchieste anche giudiziarie perché viviamo un tempo in cui il contagio criminale rischia di avanzare».

«Oggi Giancarlo rivive non solo attraverso il suo volto sorridente di giovane di 26 anni ma parla ai napoletani. Questo è il segnale che le cose si modificano ma ci vuole impegno, coraggio e perseveranza». Così Paolo Siani, fratello di Giancarlo, che ha sottolineato l'impegno suo e di tanti che in questi lunghissimi 35 anni hanno portato avanti la battaglia per non far dimenticare Giancarlo. «Oggi arriva un momento molto importante: la consegna del tesserino da giornalista professionista ma anche l'iniziativa de Il Mattino che regala i suoi articoli». Alla cerimonia a Rampe Siani, accanto al sindaco de Magistris e alla famiglia di Giancarlo, hanno partecipato i vertici delle forze dell'ordine, l'assessore comunale Alessandra Clemente e i rappresentanti della Fondazione Polis. «Se siamo tutti qui dopo tanti anni - ha concluso don Tonino Palmese, presidente della Fondazione Polis - significa che c'e' la consapevolezza che la morte e l'uccisione di un innocente fa solo del male e speriamo che cio' possa aiutarci a respingere il male della camorra».

«Quando parliamo di Giancarlo, parliamo di legalità» ha detto Ottavio Lucarelli, presidente dell'ordine dei Giornalisti della Campania, in occasione della consegna del tesserino da giornalista professionista a Siani. «Giancarlo - ha affermato - è una figura importante anche per i giovani». «L'idea di consegnargli il tesserino da professionista - ha concluso -è nata un anno fa, durante una iniziativa a Torre Annunziata. Questa consegna non è un fatto simbolico, è una cosa in cui crediamo molto».

«Un martire della verità, del giornalismo». Lo ha detto Carlo Verna, presidente dell'Ordine nazionale dei giornalisti, in occasione della cerimonia. «Abbiamo consegnato il tesserino a Giovanni Battiloro, morto nel crollo del ponte di Genova, per Antonio Megalizzi - ha affermato - Giancarlo era iscritto nell'albo dei pubblicisti, oggi procediamo al riconoscimento del titolo di giornalista professionista. L'unico dubbio era su quale foto scegliere - ha concluso - Alla fine è stata scelta la foto del tesserino di pubblicista».