Addio a Vito Esposito (nella foto), artista torrese di talento, ultimo grande allievo di Nicola De Corsi. Il Covid miete un’altra vittima nel mondo della cultura. Era nato a Tripoli nel 1935, quando la dominazione italiana era largamente presente ma si trasferì presto in Italia.

Fu un artista precoce. Già nel ’53 espose alla Galleria del Pincio, a Roma, con lo stesso De Corsi. L’anno dopo, al Maschio Angioino, a Napoli. Poi, una lunga serie di mostre in Italia e all’estero, sviluppatesi con crescente successo.

Le marine erano il suo tratto distintivo, storie di pescatori, di barche, di vite spese sull’ acqua, tipiche di Torre del Greco, il suo luogo dell’ anima. Colori rassicuranti, sempre sulle tinte del pastello, nel solco dei suoi grandi maestri. Tra questi, tra gli altri, anche Alberto Chiancone, un altro protagonista del Novecento napoletano.

Il suo studio, su un attico di via Sedivola, era costantemente frequentato da galleristi, collezionisti, appassionati. L’atmosfera, lassù, era magica. Pennelli, colori, le sue piccole tavole che fiorivano dal nulla, ritagli di carta consunta. In quella piccola fucina creativa vivrà ancora il magistero della sua arte.