NAPOLI. Gli operatori del turismo si sono dati appuntamento stamattina davanti la sede della prefettura di Napoli per chiedere di essere ascoltati dal governo. In piazza del Plebiscito in centinaia, tra agenti di viaggio, conducenti di bus turistici, titolari di stabilimenti balneari e tour operator, proprietari di b&b e altri imprenditori e lavoratori della filiera, hanno manifestato dietro un grande striscione con la scritta #noisiamoilturismo. In piazza anche i lavoratori del settore intrattenimento, animatori, titolari di ludoteche e sale eventi, giostrai, la cui voce si e' unita sotto lo slogan #noiesistiamo. "Sembrerebbe un giorno di festa, il governo parla di 400 miliardi e altre cifre che sono in campo, poi nelle nostre tasche non c'e' niente. I dipendenti - spiega alla Dire Rino Arcidiacono dell'agenzia di viaggio Kaori tour - non hanno avuto la cassa integrazione. Sono arrivati i primi 600 euro ma la verita' e' che nessuno ci da' voce e nessuno ascolta una filiera enorme come quella del turismo. Il turismo siamo tutti noi". "Siamo stati totalmente abbandonati - dice Ettore Ammesso, gestore di una sala feste per bambini -. Conte ha detto che i party sono banditi, quindi oggi parlare di organizzare una festa e' come commettere un reato? Dietro quelle feste ci sono le nostre famiglie da sostenere e, intanto, noi siamo stati i primi a dover chiudere e nessuno ci dice quando potremo riaprire". Anche animatori ed operatori dell'intrattenimento affermano di aver ricevuto dal governo "solo il bonus da 600 euro una tantum, ma da tre mesi siamo fermi e non sappiamo come pagare utenze e fitti. Non vogliamo altri sussidi - afferma Nicola Alonzo, titolare dell'agenzia di eventi e spettacoli I Briganti - vogliamo riprendere a lavorare. Si puo' entrare in pullman e ristoranti, ci si puo' assembrare nelle chiese, e le agenzie per eventi? Sei mesi di blocco sono insostenibili. La Campania e' una delle regioni con il maggior numero di agenzie di animazione ed eventi in Europa: quest'estate due milioni di impiegati del settore animatore rimarranno a casa senza portare reddito alle loro famiglie". Tra i manifestanti anche i gestori di impianti sportivi del settore ippico. Pier Luigi D'Angelo, presidente di Ippodromi partenopei, societa' che gestisce l'ippodromo di Agnano, ha chiesto un incontro al prefetto Marco Valentini per "conoscere la data per la ripartenza delle corse a porte chiuse. È ripartito tutto il Paese, non capiamo perche' l'ippica, che garantisce il rispetto del distanziamento a differenza di tanti altri sport, debba restare ferma". Fuori alla motorizzazione civile di Napoli si sono invece riuniti i titolari di autoscuole, critici nei confronti delle nuove modalita' di svolgimento degli esami di guida, che definiscono "una scelta calata dall'alto da parte del governo".