dall'inviato Rosa Benigno

ISCHIA. Domani, pullman di centinaia di pellegrini saranno a Ischia per partecipare alla fiaccolata e ai riti religiosi che celebreranno il 24esimo anno di apparizioni della Madonna nel bosco di Zaro.

Mai una volta le veggenti Angela e Simona, accompagnate da don Ciro Vespoli (il giovane sacerdote che da ragazzino visse la medesima esperienza nel Bosco di Zaro) sono venute meno al loro doppio appuntamento mensile con la Vergine (dell'8 e del 26) né con il freddo né per un malanno. E in tanti raccontano di conversioni e di miracoli. C’è chi - con la stessa assiduità delle veggenti - non ha mai mancato uno dei rosari sulla collina ischitana. Eppure, a distanza di così tanti anni e nonostante i libri, gli articoli e le trasmissioni televisive prodotti dalle maggiori tv nazionali, ancora in molti, anche tra i più ferventi cattolici, non hanno mai sentito parlare di Zaro. Persino nel Napoletano le apparizioni di Zaro sono rimaste del tutto ignote ai cattolici. 
Che cosa manca a Ischia per essere rimasta così sconosciuta rispetto a Medjugorje? Il paesino dell’Erzegovina attrae milioni di pellegrini tutto l’anno e tutti i giorni fiumi di persone salgono il monte delle apparizioni per pregare la Regina della Pace. Gli italiani, tra i fedeli che si affollano in Croazia, sono i più numerosi. Ma gli italiani non conoscono Zaro. Questo è uno dei misteri di questo luogo. Una delle veggenti, Simona, risponde serena: «Non so cosa manchi. Ma so che la Madonna mi disse: questo terreno, un giorno, sarà calpestato da popoli che verranno qui a pregare da tutto il mondo. E io so che accadrà».