NAPOLI. L'ultimo concerto tenuto al San Paolo é stato quello di Vasco Rossi nel 2004: era destino che fosse proprio lui a restituire lo stadio alla musica, nonostante il presidente del Napoli e il comitato dei residenti nelle vicinanze dell'impianto. Sarà un vero evento il Live Kom ‘015, i cancelli saranno aperti presto, i fan più accaniti saranno in fila fin dal mattino per accapararsi i posti migliori sul “prato ricoperto” e addirittura ci sono un gruppo di seguaci del Blasco che hanno letteralmente piantato le tende fuori del San Paolo da tre giorni. Lo stadio riapre per questi due concerti ma sarà una parentesi difficilmente ripetibile, una forzatura ai danni del Napoli e di De Laurentiis, dal momento che il pubblico campano che accompagna Vasco e Jovanotti non supera le 40mila unità (come dimostrano i concerti nel 2004 al San Paolo o negli anni successivi all’Arechi), una platea dunque che poteva essere ospitata comodamente in location differenti. A parte Salerno che per volontà di Lotito ha rifiutato i concerti che solitamente ospitava, tutti dicono che Napoli non ha spazi per la musica, eppure tutti dimenticano alcune strutture già utilizzate in passato o addirittura da aprire ai concerti. Lo stadio Collana, che ora ha le tribune dissestate, negli anni 90 ha ospitato i concerti di Pino Daniele, Eros Ramazzotti, Antonello Venditti ed anche una settimana di festa dell’Unità. Si obietta che non ci sono parcheggi e che gli abitanti della zona si lamentano. Ma lo stesso accade anche al San Paolo o ci sbagliamo? L’Ippodromo di Agnano, che è sottoutilizzato dalle attività sportive, ha due soluzioni alternative per fare musica: la prima prevede l’utilizzo delle tribune e del rettilineo di arrivo per ospitare il pubblico, la seconda invece potrebbe utilizzare l’ampio prato spelacchiato (più grande del terreno di gioco del San Paolo) che è contenuto all’interno della pista di trotto. Ampi parcheggi, niente abitazioni vicine e tangenziale ad un passo. Terza soluzione il campo sportivo di Ponticelli, ampia tribuna, terreno di gioco non “5 stelle” da poter utilizzare, ampi parcheggi e vie di comunicazione vicinissime, anche se nell’unica occasione di musica a Ponticelli (Pavarotti 1996) ci fu una razzia nelle auto parcheggiate. Si prevedono 50mila presenze per Vasco, spettatori che sarebbero entrati comodamente in una qualsiasi delle tre strutture illustrate, ma l’organizzatore più o meno occulto che è Claudio De Magistris, profittando delle scadenze della concessione del San Paolo, ha fatto concedere dal fratello Sindaco l’impianto alla musica, un modo per dare ai cittadini/elettori due serate da ricordare. Questa non è altro che una lunga campagna elettorale, un tentativo di recuperare i consensi perduti in questi anni, facendosi paladini più o meno disinteressati della musica e dei concerti. Sicuramente la musica, il pubblico e gli organizzatori “reali” beneficiano di questa “vacatio” e troveranno una maniera per “ringraziare” i fratelli De Magistris magari in cabina elettorale, De Laurentiis invece ne esce apparentemente sconfitto anche se si ritroverà a settembre un prato nuovo di zecca. Tutti, chi più chi meno, abbiamo pensato che De Laurentiis esagerasse a preoccuparsi per il terreno di gioco, tutti pensavamo “si organizzano concerti in tutti gli stadi e solo lui si lamenta”. Bisogna però considerare alcuni fattori. I concerti si organizzano dove lo stadio è comunale, Vasco a Torino ha suonato nello stadio Olimpico perchè i dirigenti della Juve non hanno “fittato” il loro campo nemmeno per gli U2 e anche il Friuli solitamente aperto ai concerti dopo la ricostruzione non verrà più concesso. Il motivo è da ricercare in quello che fino a qualche giorno fa si sapeva ma non veniva sbandierato ai quattro venti (e che è stato raccontato dagli organizzatori ndr), e cioè che tutti gli stadi italiani riportano danni al terreno di gioco quando si organizza un concerto, é inevitabile, non ci sono accorgimenti o protezioni che tengano. Tutti i prati vengono rizollati alla fine dei previsti concerti dividendo il costo tra gli organizzatori, il problema é che le zolle del San Paolo sono speciali, costano tantissimo e non essendo state cauzionate non sono disponibili. Per cui alla fine non avendo le zolle uguali, non si potrà procedere alla rappezzatura parziale, per cui verrà completamente rizollato tutto il campo ma con una qualità di zolle diverse. Il Presidente del Napoli deve fare buon viso a cattivo gioco e rasserenarsi pensando che l’estate prossima i due fratelli non dovrebbero più essere al Comune, che nella nuova convenzione ha la forza contrattuale per inserire veti specifici e quindi niente più concerti al San Paolo. Su youtube chi vuole può già vedersi i filmati postati dal pubblico nelle tappe precedenti del tour, tutto è ormai pronto per questi due concerti, che personalmente speriamo siano gli ultimi al San Paolo se lo stadio viene ristrutturato e dato in concessione lunga al Napoli o che siano l’inizio di una lunga serie se invece De Laurentiis si costruirà uno stadio nuovo abbandonando il San Paolo all’accurata incuria del Comune di Napoli.