NAPOLI. Spiega di aver appreso "a mezzo stampa" che "riceverò un avviso di garanzia per un presunto reato di voto di scambio nell'ambito di un'inchiesta di camorra" e si dice pronto a dimettersi da consigliere comunale "se solo rinviato a giudizio". Così Stanislao Lanzotti, capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale di Napoli, commentando le notizie riguardo il suo coinvolgimento in un'inchiesta della Procura di Napoli su presunti casi di voto di scambio risalenti alle elezioni comunali del 2016. "Ho talmente tanto rispetto per le Istituzioni democratiche del paese - scrive Lanzotti - che eviterò di criticare il fatto che dal 2016 ad oggi non ho ricevuto alcuna comunicazione se non dalla stampa. Ho sempre avuto fiducia nella magistratura e sono certo che verrò ascoltato e scagionato in fase pre processuale, ma se così non fosse, alla stessa maniera resterei fiducioso nell'esito del processo". 

Lanzotti ricorda di aver "mantenuto a mie spese una sede di Forza Italia a Secondigliano per 3-4 mesi tra la fine del 2015 e l'inizio del 2016 per la voglia di pluralismo che da sempre difendo e non certo per avere voti per me. Infatti il titolare della sede si è poi candidato al Comune, come da me auspicato, ma purtroppo in una lista diversa, come mio avversario. Nella mia lunga carriera ho sostenuto tante sedi politiche a mie spese e non sapevo che la cosa potesse essere oggetto di accuse così gravi ed infamanti". Lanzotti spiega quindi che "per amore delle mie bambine e di mia moglie e per il rispetto che devo alla mia mamma ed al mio papà, esempi di assoluta virtù, mi troverò costretto senza alcuna esitazione, se solo rinviato a giudizio, a dimettermi dalla carica di consigliere comunale di Napoli. Sono garantista per i miei avversari ma non farò alcuno sconto alla mia persona. Non accetterò giudizi sommari e violenze, attendo di dimostrare l'equivoco con fiducia", conclude.