NAPOLI. Non tutte le faide di camorra si consumano “soltanto” a suon di stese e agguati. Alcune si spingono, se possibile, ancora più in là esplorando territori che sconfinano nell’orrore. Ed è quello che quattro anni fa ha rischiato di accadere al rione Traiano, dove secondo il neo pentito Gennaro Carra il clan egemone sarebbe stato in procinto di attuare un’atroce vendetta trasversale: rapire e uccidere un bimbo la cui unica “colpa” era quella di essere il figlio di un ras scissionista.