CASTELLAMMARE DI STABIA. La città vive il sogno di un riscatto che parte dal mare. L'innesco lo hanno dato i giovani, credendoci e continuando a frequentare il lungomare ancor prima che i lavori del primo tratto della Villa Comunale venissero ultimati. Nuovi ristorantini e tipici locali si sono aperti per accogliere la grande richiesta di svago e buona cucina a ogni ora del giorno... e della notte.
Il boom si sta vivendo in questi giorni, con il lungomare restituito alla città e i ristoranti, i bar e le gelaterie pieni. 
Il ristorante Le Tre Vele, che ha riaperto i locali storici dell'ex "Zemberiniello", in via Padre Kolbe 24, rappresenta l'emblema dello nuovo trend stabiese. Infatti, un tempo dalla città i suoi abitanti fuggivano per fare fortuna lontano dal luogo di nascita. Ma ora tornano carichi di entusiasmo e investono nella propria terra.
Tina D'Antuono e il marito Lello Candela avevano avviato e portato al successo questo ristorante dal nome evocativo nella città di Salerno, con lo chef Fabiano Borea, 27 anni e un lungo periodo nella brigata di Salvatore La Ragione, chef del ristorante stellato “Mammà” di Capri. La sua
cucina sobria e allo stesso tempo esclusiva, privilegia i piatti a base di pesce. Dall’antipasto al dolce, dai pani ai grissini, tutto in cucina è
realizzato da lui. A Salerno, Le Tre Vele è diventato in due anni uno dei ristoranti più rinomati, e ora, annusando il buon vento, i proprietari hanno fatto rotta sulla propria città d'origine, inaugurando il nuovo locale al centro, proprio nei pressi della Stazione Circumvesuviana. "Le Tre Vele" sorge a pochi passi dalla Villa Comunale, dalla sua Cassa Armonica e, soprattutto, in quella che per gli stabiesi è stata la "pizzeria del cuore", dove si panificava già ai tempi dei Borbone, l'ex "Zemberiniello".
"Eravamo in cerca di spazi più ampi per poter raddoppiare i posti nel locale e ampliare il menu con l’abbinamento anche della Pizza Gourmet – spiega la signora Tina – Allo chef Fabiano Borea si è affiancato il pizzaiolo gourmet Antonio De Martino, con il quale l'offerta gastronomica diventerà una continua scoperta di sapori". Sul forno a legna - in sala - campeggia, come un dono alla memoria, il nome dell'antico locale Zemberiniello, davanti al quale si muove con esperienza ventennale il pizzaiolo gourmet De Martino.
Il menù richiama il territorio in modo creativo, nostalgico ed estroso, con prodotti slow food. "Recuperiamo la pizza napoletana, condita con ingredienti di gusto locale ma tutti di qualità eccellente, dalle farine di tipo 1, petra 3 e 9,  al pomodorino del piennolo rosso o giallo, il San Marzano, le alici e il tonno di Cetara, lo sgombro... i prodotti della nostra terra e del nostro mare", spiega De Martino.
"Il connubio tra Antonio e me c'era già prima - aggiunge lo chef Borea -  ora l'intero menù armonizzerà la tradizione con l'innovazione, l'amore per le caratteristiche di questo territorio, come le 28 sorgenti di Stabia. Tra le proposte, una caponatina di Castellammare a base di melanzane, peperoni, olive, capperi e alici, una mozzarella in carrozza con ragù napoletano e la 'pasta cunciata', che in ogni casa stabiese è un condimento a base di aglio, olio e limone, ma che io preparerò con una salsa da me interpretata". Anche i grissini con finocchietto ed erbette sono impastati e cucinati dallo chef Borea che non prepara nulla in anticipo, ma elabora ogni ingrediente al momento.
C'è poi la novità del contenitore ecocompostabile per mantenere calda la pizza da asporto, un "piatto" da poter usare anche per riscaldare in microonde il profumato impasto lievitato 48 ore. Tra le proposte, la marinara con pomodoro San Marzano, origano di montagna, olio extravergine di oliva DOP delle colline salernitane e aglio in camicia.  O, anche, con fior di latte di Agerola, pomodorini gialli del piennolo a pacchetelle e olio di pregio. Profumi di mare e di campagna. Vellutata di zucca, pistacchi, basilico, noci, mandorle... nel menù-pizza una inebriante esperienza di sapori nuovi per il più antico alimento napoletano.
Ad affiancare lo chef, 26enne originario di Benevento, in cucina ci sarà il sous-chef Stefano Cerrone e in sala sarà la signora Tina a curare, uno per uno, gli ospiti del ristorante "perché a ciascuno voglio dedicare una personale attenzione" assicura la proprietaria.
È lei, infatti, il vento che sospinge Le Tre Vele verso il sicuro successo. "Il nome del ristorante si ispira ai miei tre figli gemelli, con i quali mio marito ed io porteremo avanti il progetto - rivela la signora Tina - Poi abbiamo con noi, in sala, Angelo e la sorella Anna". 
I tre figli di Lello e Tina, Luigi, Edoardo e Christian, rappresentano quindi il futuro. Sono ancora giovanissimi, frequentano le scuole superiori, ma sono proiettati nell'impresa familiare grazie alla visione positiva che i loro genitori hanno della città. "Castellammare possiede tante potenzialità e sappiamo che, come noi, ogni stabiese aspira a uno sviluppo turistico che darà lavoro e benessere a tutti" commenta la signora Tina. La rotta è segnata, il vento è favorevole e "Le Tre Vele" spingeranno questo nuovo gioiello di gastronomia gourmet verso il successo sicuro.