NAPOLI. La Napoli violenta ha colpito anche un altro vip: il cantante neomelodico Pino Franzese, 20enne originario di Frattamaggiore. L’altra notte si trovava a Mergellina alla guida di un’accessoriata Bmw, con a bordo due amiche provenienti da Rimini e Riccione, quando gli si è affiancata una Smart con zio e nipote all’interno. Questi ultimi sono scesi e dopo un breve battibecco hanno aggredito l’artista, strattonandolo e portandogli via collanina e braccialetto in oro.

Ma quando pensavano di essere al sicuro la polizia è piombata su di loro e per Giuseppe Emanuele Di Pinto, 27 anni, e Armando Pinto, 21, entrambi incensurati della Torretta, sono scattate le manette per rapina aggravata. A compiere l’intervento in tempi record sono stati i poliziotti dell’Ufficio prevenzione generale della questura, che hanno ricostruito la dinamica e un curioso retroscena. Una delle due donne in auto con Pino Franzese, S. di 21 anni originaria di Napoli, in passato aveva conosciuto e frequentato Armando Di Pinto , non si sa se come amica o fidanzata. Circostanza non importante in quanto tale (attenendo alla sfera della privacy), ma che ha destato l’attenzione degli investigatori perché può anche darsi che zio e nipote si siano avvicinati alla Bmw riconoscendo la ragazza e volessero dirle qualcosa. Poi la situazione potrebbe essere degenerata fino alla rapina.

Erano le 4 e 50 di lunedì quando sono entrati in azione gli agenti dell’Ufficio prevenzione generale. Durante il servizio di controllo del territorio, su disposizione della centrale operativa la cui sede è al quarto piano della questura in via Medina, sono accorsi a via Giordano Bruno, all’angolo con piazza Sannazzaro, per la segnalazione di una rapina in atto. I poliziotti, una volta sul posto, sono stati avvicinati da Pino Franzese, il quale ha raccontato di essere stato affiancato da una Smart con a bordo due uomini che, una volta scesi, lo avevano rapinato di 200 euro, un cellulare, un bracciale e una collana in oro. Gli uomini in divisa, grazie alle descrizioni fornite dalla vittima, hanno intercettato all’altezza delle rampe di Sant’Antonio a Posillipo, la piccola automobile in fuga e hanno bloccato gli occupanti per accertare i fatti. Tutti sono stati condotti in questura dove ci sarebbe stato un parziale riconoscimento. Ma l’indizio più grave a carico di Giuseppe Emanuele Di Pinto e Armando Di Pinto napoletani è spuntato in seguito alla perquisizione personale: il telefonino, i 200 euro, la collanina e il braccialetto in oro, restituiti al proprietario. Valore complessivo superiore ai 1000 euro.

Naturalmente per gli arrestati vale la presunzione d’inno cenza fino a eventuale condanna definitiva. Non avendo precedenti penali è probabile che torneranno in tempio non lunghi in libertà. Pino Franzese, suo malgrado, salì alla ribalta della cronaca anche l’estate scorsa. Per il pericolo di assembramento scattò l’allarme in via Salvador Dalì a Pianura, con tanto di arrivo sul posto di una pattuglia dei carabinieri e di una Volante della polizia. In occasione di un concerto in strada, una folla di giovani e giovanissimi occupava a un certo punto della serata buona parte della carreggiata. Così qualcuno chiamò le forze dell’ordine, che accorsero e riportarono la situazione alla normalità. Il giovane artista continuò la performance per un’altra mezz’ora, poi tutti a casa tranquillamente.