NAPOLI. Come se non bastasse l’inferno in terra appena scatenato con il devastante ordigno scagliato su via Esopo, avevano pensato “bene” di guadagnarsi la fuga braccando e tentando di rapinare dell’auto una giovane mamma che in quel momento stava rincasando con la figlia: una bimba di appena sette anni. È questo il retroscena choc che restituisce la cifra del livello di spregiudicatezza con cui i bombaroli del clan De Luca Bossa di Ponticelli hanno agito per settimane prima di finire, giovedì pomeriggio, finalmente in manette. Raggiunti da un decreto di fermo emesso dalla Dda sulla scorta dell’indagine condotta dai carabinieri, sono finiti dietro le sbarre Luigi Austero, 26 anni; Luca La Penna, 38 anni; e Alfonso De Luca, 24 anni. Ritenuti organici al temibile clan De Luca Bossa con base nel Lotto 0 di Ponticelli, i tre sono sospettati di essere i componenti del commando che la notte dell’11 maggio ha lanciato un ordigno ad alto potenziale dal viadotto della Ss162 dir che sovrasta il rione Fiat, enclave del rivale gruppo De Martino. In quei minuti di puro terrore i tre aspiranti ras non si sarebbero però limitati a piazzare la bomba, ma avrebbero tentato almeno due rapine nella speranza di guadagnarsi la fuga: l’onda d’urto sprigionata dall’ordigno era stata infatti così violenta da danneggiare e rendere inutilizzabile il suv Alfa Romeo con cui la paranza aveva raggiunto la scena del crimine. Vistisi ormai braccati, i balordi, alle 23 in punto, avevano quindi fermato una donna che alla guida di una Mercedes stava per immettersi nello svincolo Ponticelli-Barra. Notata la presenza di due dei tre indagati, la malcapitata, ignara di cosa fosse accaduto tre minuti prima, ha quindi rallentato la marcia. Uno degli uomini del commando ha quindi tentato un approccio soft chiedendo un passaggio «in quanto la loro auto si era fermata per un’avaria», ma nello stesso istante il complice - come si apprende dalle 44 pagine del decreto di fermo - «si è avvicinato alla parte destra aprendo lo sportello del lato passeggero»: proprio dov’era seduta la bimba di sette anni. MoPONTICELLI I tre del clan De Luca Bossa traditi dal suv a noleggio e dalle celle telefoniche L’ultimo sfregio dei bombaroli, rapinare una bimba di 7 anni menti terrificanti, nonostante i quali la donna ha però mantenuto il sangue freddo: «A questo punto la conducente ha accelerato ed è riuscita a svincolarsi dalla morsa sei due». Pochi minuti dopo il copione si è quasi ripetuto con due sorelle di Cercola che stavano rientrando a casa. In questo caso i malviventi hanno però usato una strategia diversa: si sono infatti piantati nel bel mezzo della strada, rischiando addirittura di essere investiti. La giovane guidatrice, capita l’antifona, ha infatti tirato dritto segnalando in seguito l’accaduto alle forze dell’ordine. Ad ogni modo la fuga del commando è durata soltanto pochi giorni. Il suv recuperato è infatti risultato essere stato noleggiato da Austero. Le telecamere della zona e le celle telefoniche hanno poi portato alla chiusura del cerchio.

_ Nella foto una della tre esplosioni avvenute a Ponticelli; nei riquadri i fermati Luigi Austero e Luca La Penna