NAPOLI. È il giorno dello “Spirito di Napoli”, la Carta che sarà nell’evento Unesco “Naples Conference on Cultural Heritage in the 21st century” che si conclucerà oggi a Palazzo Reale con il lancio della “Call for Action” alla presenza del ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano; del vicepresidente del Consiglio dei ministri e ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Antonio Tajani; e della direttrice generale dell’Unesco, Audrey Azoulay, che terranno una conferenza stampa congiunta.

Nello “Spirito di Napoli” saranno inclusi temi di grande importanza quali il rapporto tra beni materiali e immateriali; i cambiamenti climatici, tema rilevante perchè impatta negativamente anche sui beni culturali, sui monumenti; la lotta al traffico illecito dei beni culturali che colpisce significativamente l’Italia e la Grecia. Questo nell’ottica di una strategia comune intergovernativa per la tutela del patrimonio. Non mancheranno, poi, riferimenti a un altro fenomeno come quello del sovraffollamento dei centri storici. Intanto, Sangiuliano, a Pompei per la presentazione del terzo volume della collana Terra Nostra edita da Metropolis quotidiano, ribadisce che «nella cultura siamo una superpotenza mondiale. Pompei può diventare epicentro da cui si irradia una nuova concezione del territorio grazie alla buffer zone. I pilastri dell’Italia sono impresa e cultura». E ancora: «In un anno da ministro già 5-6 volte sono stato a Pompei, un luogo che porto nel cuore. E non solo perché il Parco Archeologico è un’eccellenza del mio ministero. Oggi Pompei vive una condizione felice e di recente ha raggiunto 21mila ingressi in un solo giorno, che si contende con il Colosseo il primato, in una sfida molto interessante. Tra Scavi e Santuario, Pompei può diventare un grande esempio di accoglienza».

Il tutto mentre in una nota sul sito della Farnesina, Tajani sottolinea che «l’Italia vanta il primato per numero di siti iscritti nella lista del patrimonio mondiale, oltre agli elementi iscritti in quella del patrimonio immateriale, come la dieta mediterranea e l’arte del pizzaiuolo napoletano. Siamo inoltre in prima linea nella lotta contro il traffico illecito dei beni culturali, sia attraverso l’azione dei Comando dei Carabinieri per la tutela del patrimonio culturale sia mediante l’attivo e convinto impegno delle missioni archeologiche italiane per il recupero e restauro del patrimonio artistico di Paesi in condizioni di crisi come Iraq, Siria, Libano, Libia e più recentemente in Ucraina». Il tutto mentre Gianmarco Mazzi, sottosegretario alla Cultura, a margine della Conferenza a Palazzo Reale, spiega che «siamo in trepidante attesa per l’esito dell’iscrizione dell’arte del canto lirico italiano nella lista del patrimonio immateriale dell’umanità. Il sogno è quello di poter fare festa in occasione della prima alla Scala di Milano, in programma il 7 dicembre».